TERMOLI. Il Consiglio Regionale della Uiltec Molise, riunito alla Cala Sveva, ha offerto un quadro nitido delle preoccupazioni e delle priorità del sindacato in una fase che tutti i protagonisti definiscono complessa, segnata da scelte europee incerte, costi energetici elevati e una transizione industriale che pesa in modo particolare sui territori più fragili.
A entrare nel merito è stato innanzitutto Marco Pantò, dirigente nazionale Uiltec, che ha parlato senza giri di parole di un comparto manifatturiero «in difficoltà», ricordando come chimica, plastica e gomma «reggano», ma all’interno di un sistema industriale «interconnesso e sofferente nel suo complesso». Pantò ha insistito sulla necessità di «stabilità normativa» più che di incentivi, perché le imprese – ha detto – hanno bisogno di certezze legislative per programmare e superare una fase che rischia di indebolire l’intero tessuto produttivo. Ha poi definito «positive» le intese siglate a Termoli negli ultimi giorni, frutto di un metodo basato su dialogo, coerenza e confronto con aziende e istituzioni. Sul piano interno, Pantò ha riconosciuto il cambio generazionale in corso nella Uiltec Molise, definendolo «naturale» e sottolineando la solidità della squadra che guiderà la categoria nei prossimi anni.
La fotografia più concreta del territorio è arrivata da Carlo Scarati, che ha descritto un basso Molise industriale segnato da profonde discontinuità: automotive «in fase drammatica», chimico-plastico «leggermente migliore ma solo di poco», aziende come Momentive e Additive Performance che resistono, mentre altre – come l’area Adler – restano in cassa integrazione permanente.
Per Scarati l’incontro di Termoli è cruciale proprio perché riunisce realtà diverse attorno allo stesso tavolo, in un momento che per lui ha anche un valore personale: ha confermato il proprio turnover volontario, annunciando che dal 26 febbraio la guida passerà a una nuova figura scelta dai delegati.
A chiudere è stato il neo-segretario Uil Molise, Gianni Ricci, che ha inserito le criticità molisane in un quadro nazionale più ampio: l’automotive locale vive gli stessi problemi di Puglia e Campania, mentre le scelte europee sulla neutralità energetica «vanno governate, non subite», perché rischiano di danneggiare settori chiave come automotive, chimico e tessile.
Ricci ha richiamato anche i divari economici interni al Paese – con Campobasso che registra 10.000 euro in meno di reddito medio rispetto a città lombarde simili – e il nodo infrastrutturale, dai treni assenti dal 2020 ai ritardi sulle strade interne. Ha garantito che la Uil Molise sarà presente non solo sulla contrattazione, ma nella costruzione di una visione complessiva per lo sviluppo regionale.
Emanuele Bracone

