mercoledì 7 Gennaio 2026
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«L’emendamento di Lotito rischia di trasformarsi in una trappola»

TERMOLI. «Dietro le ultime promesse di salvezza che arrivano da Roma… si nasconde una realtà ben più amara per la nostra regione». Così Andrea Montesanto, Costruire Democrazia.

«L’emendamento del senatore Lotito (eletto in Molise), attualmente in discussione al Senato, rischia di trasformarsi non in una cura, ma in una vera e propria trappola– prosegue- Studiando il testo con Massimo Romano oggi in Consiglio Regionale, emerge un quadro allarmante: qualora la norma venisse approvata, la Regione Molise sarebbe obbligata a coprire l’intero disavanzo sanitario accumulato fino ad oggi entro la scadenza perentoria del 31 dicembre 2027.

Siamo di fronte a una pretesa che definire folle è un eufemismo, considerando la drammatica situazione economica del nostro territorio, la fragilità dei bilanci attuali e la condizione della Sanità Pubblica.

Ma l’aspetto più grottesco e ingiusto di questa vicenda è nella responsabilità del debito stesso. È paradossale che Roma voglia punirci oggi con scadenze impossibili, dimenticando un “piccolo” dettaglio: la sanità molisana è commissariata da oltre 16 anni.

Per quasi due decenni, le decisioni strategiche, le nomine e la gestione dei conti non sono state in mano alla Regione Molise, ma sono state dirette dagli stessi Ministeri e dai Commissari governativi inviati dalla Capitale.
Siamo al paradosso totale.

È come se a Roma avessero deciso che il Molise è ormai perduto ma, invece di dichiarare subito il default, preferiscono spremerci fino all’ultimo centesimo e tagliarci ogni servizio essenziale residuo.

Di fronte a questa ingiustizia palese, non si può restare in silenzio. Qui si rischia di chiudere interi presidi ospedalieri.

Rivolgo un appello a tutto il Consiglio regionale e al Presidente Roberti: è necessario prendere una posizione durissima. Non si può accettare una manovra che ci condanna a pagare per gli errori di chi ci ha commissariato. Serve un atto di coraggio politico.

Bloccare questo emendamento è un atto dovuto per difendere la dignità del Molise e per impedire che la nostra regione venga sacrificata sull’altare di un burocratismo romano che prima crea il danno e poi pretende che siano i cittadini a pagarne il prezzo più alto. Ancora una volta».