In Italia il sistema pensionistico si basa principalmente sulla previdenza obbligatoria, gestita dagli enti previdenziali pubblici come INPS e casse professionali. Tuttavia, negli ultimi decenni il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è cambiato, e ciò ha portato a una riduzione progressiva del tasso di sostituzione, ossia della percentuale di stipendio che si percepisce una volta in pensione. Per questo motivo è diventato sempre più importante affiancare alla pensione pubblica una forma ulteriore di risparmio: la previdenza complementare.
Cos’è la previdenza complementare?
La previdenza complementare è un sistema di risparmio volontario pensato per integrare la pensione pubblica. Si basa sulla partecipazione a forme pensionistiche gestite da enti privati, che investono nel tempo i contributi versati dall’aderente con l’obiettivo di costruire un capitale utile dopo l’uscita dal lavoro.
In pratica, è un “salvadanaio” a lungo termine che si alimenta con versamenti periodici e che, al momento del pensionamento, può garantire:
- una rendita mensile aggiuntiva
- un capitale in un’unica soluzione
- oppure una combinazione delle due forme
Piani individuali pensionistici (PIP)
È un prodotto assicurativo finalizzato alla costruzione di una pensione integrativa.
È rivolto a qualsiasi persona, indipendentemente dalla categoria lavorativa:
✔ lavoratori dipendenti
✔ autonomi o professionisti
✔ studenti, inoccupati o chiunque voglia iniziare a costruire una rendita futura
La caratteristica centrale è la flessibilità di adesione e contribuzione, che spesso lo rende molto utilizzato da chi non ha accesso a un fondo di categoria.
Come funziona?
Il meccanismo è semplice:
- Versi contributi periodici (mensili, annuali o occasionali)
Se sei dipendente puoi anche destinare il TFR maturando al fondo. - Il fondo investe il capitale
Esistono linee di investimento più o meno rischiose (garantite, obbligazionarie, bilanciate, azionarie). La scelta dipende dall’orizzonte temporale e dal profilo del risparmiatore. - Al pensionamento ricevi la prestazione
In forma di rendita, capitale o mista.
Perché aderire? I vantaggi
- Benefici fiscali importanti
I contributi versati (fino a un massimo annuo di € 5.164,57 stabilito per legge) sono deducibili dal reddito imponibile. Inoltre, è possibile contribuire al fondo pensione di un figlio o familiare a carico deducendo interamente quanto versato, sempre entro il tetto complessivo 5.164,57 €.
Questo permette:
- di ridurre le imposte del genitore o altro tipo di familiare
- avviare presto il piano pensionistico del figlio, con vantaggio nel lungo periodo
- Tassazione agevolata sul rendimento
Inferiore rispetto a molti altri strumenti finanziari. - Tassazione finale ridotta
Le somme percepite hanno un’imposizione più bassa rispetto al regime fiscale ordinario e si riduce ulteriormente con gli anni di partecipazione. - Gestione professionale degli investimenti
I fondi sono controllati da organismi dedicati (COVIP) che vigilano sulla trasparenza.
Quando conviene aderire?
Prima si inizia, maggiore è il vantaggio.
L’effetto dei rendimenti nel lungo periodo può essere significativo: versare anche piccole somme con costanza può portare un accumulo importante grazie alla capitalizzazione.
Conviene in particolare per:
- giovani lavoratori a inizio carriera
- lavoratori dipendenti con accesso a fondi negoziali
- autonomi senza una forte copertura pubblica
- chi desidera integrare la pensione futura con stabilità e vantaggi fiscali
Conclusione
La previdenza complementare è uno strumento strategico per tutelare il proprio futuro finanziario. Non sostituisce la pensione pubblica, ma la integra e la rafforza, permettendo di mantenere uno stile di vita adeguato anche dopo il pensionamento.
Come ogni scelta finanziaria, richiede consapevolezza: valutare il proprio orizzonte temporale ed il profilo di rischio con consulenti esperti e preparati. Ci trovi a Termoli, in Via Mascilongo 59.
