TERMOLI. Termoli continua a essere uno dei punti più vivi del movimento nazionale delle Agorai, la rete che dal 2024 sta ridisegnando in tutta Italia il modo di parlare – e soprattutto di costruire – salute mentale. Spazi fisici e affettivi, luoghi gentili dove la parola non si impone ma si offre, dove il confronto diventa un gesto di cura collettiva: è questa la filosofia che ha già coinvolto città come Cagliari, Oristano, Oderzo, Sanluri, Milano, Prato, Perugia, Ancona, Napoli, Caltagirone. E che, da giugno 2024, ha trovato casa anche a Termoli.
Qui il percorso è stato portato avanti da un gruppo organizzatore che rappresenta una parte significativa del tessuto sociale locale: le cooperative del Centro Diurno Chesensoha (Progetto Popolare e DiversaMente), l’associazione Angsa Molise, l’associazione Incontrarsi e Mai Più Sole – Non una di Meno, in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Termoli. In meno di due anni sono stati realizzati circa venti incontri pubblici, distribuiti in diversi luoghi della città, con un obiettivo chiaro: generare salute mentale attraverso la partecipazione.
Il 2026 si apre con un nuovo passo avanti
Il nuovo anno segna un ampliamento del percorso. Lunedì 12 gennaio 2026, dalle 18 alle 19.30, la Comunità Il Noce ospiterà il primo appuntamento del nuovo ciclo. Ma la vera novità è un’altra: gli incontri, che continueranno come sempre ogni secondo lunedì del mese, diventeranno itineranti, aprendosi anche ai paesi del basso Molise.
Una scelta che risponde a un’esigenza emersa con forza: ascoltare territori diversi, raccogliere bisogni differenti, costruire ponti tra comunità che spesso vivono le stesse fragilità ma non hanno occasioni per riconoscerle insieme.
Una rete che cresce e si connette
L’obiettivo del 2026 è duplice:
- ascoltare la popolazione locale, intercettando bisogni, desideri, criticità;
- immaginare insieme nuove possibilità di benessere comunitario.
Le Agorai vogliono diventare un luogo di incontro tra associazioni, cooperative, servizi pubblici, famiglie, cittadini. Un luogo dove le collaborazioni si stringono e si rafforzano, dove la salute mentale non è più un tema per addetti ai lavori ma un bene comune, un patrimonio condiviso che la comunità ha il diritto – e il dovere – di custodire.
Perché, come ricorda il movimento nazionale, “la salute mentale è un bene comune, patrimonio dell’intera comunità che può liberamente disporne e che ha il dovere di preservarla e gestirla attraverso modalità partecipate e collaborative”.
Nel 2026, questo principio diventa ancora più concreto: Termoli e il basso Molise si preparano a trasformare le AGORAI in un vero laboratorio territoriale di partecipazione, cura e cittadinanza attiva.
EB
