TERMOLI. Lingua dei segni e politiche dell’inclusione: il Comune avvia il primo corso Lis del 2026.
Un’iniziativa che segna l’avvio concreto delle politiche per l’accessibilità nel 2026 e che prova a spostare il tema dell’inclusione dal piano delle dichiarazioni a quello degli strumenti operativi. È stato presentato questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Termoli, il Corso di sensibilizzazione teorico alla LIS – Lingua dei Segni Italiana, promosso dall’assessorato alla Cultura e al Turismo in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali.
Alla conferenza stampa erano presenti il vicesindaco e assessore al Turismo e alla Cultura Michele Barile, l’assessore alle Politiche sociali Mariella Vaino, la docente incaricata della formazione Diletta Coppola, interprete LIS e docente universitaria, i rappresentanti della Pro Loco di Termoli, partner operativo del progetto, e i funzionari comunali dell’ufficio Cultura, Sport e Turismo.
Il corso rappresenta la prima iniziativa ufficiale del 2026 voluta dall’amministrazione comunale e si inserisce in un percorso più ampio di costruzione di una città accessibile, con particolare attenzione alle disabilità sensoriali e alla qualità dell’accoglienza turistica.
«Abbiamo voluto partire da qui – ha spiegato Barile in apertura – perché l’inclusione non può restare un concetto astratto. Questo corso è il primo passo di un percorso che svilupperemo nel corso dell’anno e che riguarda non solo il turismo, ma l’idea stessa di città che vogliamo costruire: una Termoli accogliente, attenta e realmente inclusiva».
Il progetto è rivolto a un ventaglio ampio di figure professionali: operatori turistici, albergatori, ristoratori, guide, forze dell’ordine, personale sanitario, addetti alle ambulanze e al primo soccorso. Una scelta tutt’altro che casuale. «Sono tutte figure – ha sottolineato il vicesindaco – che rappresentano il primo contatto tra la città e chi la vive, cittadini o turisti. Anche le forze dell’ordine e il primo soccorso fanno parte del sistema dell’accoglienza, soprattutto durante eventi e periodi di grande afflusso».
Il corso è organizzato dal Comune di Termoli in collaborazione con la Pro Loco cittadina e con il patrocinio di ANILIS – Associazione Nazionale Interpreti LIS, elemento che conferisce al progetto un riconoscimento formale e una garanzia di qualità sul piano formativo.
Dal punto di vista tecnico, la formazione sarà articolata in due moduli da 20 ore ciascuno, per un totale di 40 partecipanti, suddivisi in due gruppi da 20. Le lezioni si svolgeranno presso l’auditorium di via Elba, con una struttura mista: una prima parte teorica e una seconda fortemente orientata alla pratica e alla conversazione, per rendere immediatamente spendibili le competenze acquisite.
«Parliamo di un corso di lingua a tutti gli effetti», ha chiarito la docente Diletta Coppola, che insegna LIS presso le Università di Parma e Bergamo. «La lingua dei segni non è una semplificazione dell’italiano, ma una lingua completa, con una sua grammatica e una sua struttura. In 20 ore non si diventa interpreti, ma si può costruire una base solida per gestire situazioni di accoglienza e comunicazione quotidiana».
Nel suo intervento, Coppola ha posto l’accento su un aspetto spesso trascurato: la sordità come disabilità invisibile. «È una disabilità che non si vede – ha spiegato – e proprio per questo rischia di essere ignorata. Le persone sorde non hanno segni esteriori che ne rivelino la condizione, e spesso si trovano escluse dall’informazione, dai servizi, dalla partecipazione alla vita pubblica».
Da qui il valore politico e culturale dell’iniziativa. «Non è scontato che un’amministrazione scelga di investire su una fascia di popolazione che spesso resta ai margini. Farlo significa compiere un atto di civiltà. Le persone sorde sono cittadini italiani a tutti gli effetti, ma troppo spesso vengono trattate come straniere perché non trovano interlocutori in grado di comunicare con loro».
Un impegno che Coppola ha voluto testimoniare anche con la propria presenza fisica, nonostante gli impegni accademici fuori regione. «Quando collaboro con le amministrazioni – ha detto – ritengo doveroso esserci di persona. È una questione di rispetto e di responsabilità verso chi sceglie di avviare percorsi come questo».
Sul versante sociale, l’assessore Mariella Vaino ha sottolineato il significato umano dell’iniziativa. «A Termoli vivono diverse persone sorde e molti turisti arrivano in città con esigenze specifiche. Gli operatori dei servizi essenziali sono il primo volto della città. Formarli significa rendere Termoli più inclusiva in modo concreto, non a parole».
Vaino ha ricordato anche le precedenti collaborazioni con la docente e i riscontri positivi ottenuti, ribadendo che questo corso rappresenta solo l’inizio: «Partiamo con due moduli, ma l’intenzione è quella di ampliare l’offerta formativa e coinvolgere progressivamente altre figure professionali».
Le iscrizioni avverranno tramite gli indirizzi email indicati nella locandina ufficiale; sarà data priorità agli operatori dei settori per i quali il progetto è stato finanziato, in particolare turismo e servizi di pubblica utilità.
In chiusura, il vicesindaco Barile ha annunciato che il corso LIS si inserisce in un pacchetto più ampio di iniziative formative che l’amministrazione presenterà nelle prossime settimane, sempre rivolte agli operatori turistici e alla qualificazione dell’offerta cittadina.
«L’accoglienza di Termoli ha già fatto passi avanti – ha concluso – ma vogliamo continuare a migliorarla. L’inclusione non è un costo, è un investimento. E questo corso ne è una dimostrazione concreta».
Un segnale chiaro, che ora attende la prova più importante: quella della pratica quotidiana.
Emanuele Bracone





