PETACCIATO. Petacciato, la riunione esplode: cittadini contro il progetto del tempio crematorio. Il sindaco difende la scelta, la sala insorge. Un’assemblea convocata dal sindaco Antonio Di Pardo per “chiarire” si trasforma in un confronto acceso, quasi fisico, sul progetto del tempio crematorio che la giunta comunale ha deciso di prendere in considerazione nei mesi scorsi. La sala è piena, l’aria è tesa, e il dibattito si accende fin dalle prime battute: cittadini che rivendicano il diritto di parola, amministratori che provano a riportare ordine, voci che si sovrappongono, accuse, richiami, memoria di decisioni passate e un presente che divide profondamente.
Il nodo è uno: perché Petacciato dovrebbe ospitare un tempio crematorio, e quale sarebbe il beneficio per il territorio. La risposta dell’amministrazione non convince la platea, che chiede spiegazioni, pretende motivazioni e rifiuta l’idea di un impianto percepito come estraneo alla vocazione turistica del paese.
La cittadina: “Petacciato non è un paese di morte. Perché sempre progetti così?”
A rompere il fronte è una cittadina che prende la parola con decisione:
«Io sono qui come cittadina libera, non faccio parte di nessun comitato. Non siamo qui per parlare delle vicende dell’amministrazione, ma di un progetto che la giunta ha approvato. Lei, sindaco, è responsabile della salute pubblica?».
Il sindaco risponde: «Per le mie competenze, sì».
La replica è immediata:
«Bene. Allora le ricordo che anni fa, quando era vicesindaco, avete approvato una discarica. Quella delibera è ancora lì. Possibile che non abbiate mai un’idea più carina? Una discarica, un tempio crematorio… Petacciato ha una delle spiagge più belle, ha una vocazione turistica, non di morte».
La sala applaude. Il sindaco prova a intervenire, ma la cittadina incalza:
«Perché intercettate sempre progetti che sembrano fatti apposta per penalizzare il territorio? Ci sono percorsi alternativi, lo ha detto anche lei. Perché non li percorriamo mai?».
Il sindaco: “Valutazione immediata, possibile ritorno per l’ente”
Quando riesce a riprendere la parola, il sindaco prova a spiegare:
«Secondo questa amministrazione, in una valutazione immediata, abbiamo pensato che potesse essere un qualcosa di ritorno per l’ente e per il territorio».
La frase scatena la reazione della sala:
«Bravo! È questo il punto! Noi non siamo contro di voi, siamo contro questa centrale. Questa porcheria non la vuole nessuno!».
Il nodo economico: “5% per ogni cremazione? Ma quanti morti ci sono?”
La cittadina torna sul tema economico:
«Lei ha parlato del rientro del 5% per ogni morto. Ma quanti morti ci sono? E a noi cosa viene? La stessa cosa che ci viene dalla discarica, che continuiamo a pagare?».
Il sindaco tenta di chiarire che il progetto è in fase preliminare, che non ci sono atti definitivi, che la valutazione è ancora aperta. Ma la sala non accetta:
«Annullate la delibera! Annullatela!».
Il sindaco ribadisce di non essersi mai sottratto al confronto:
«Io parlo con tutti, dalla mattina alla sera. Non mi sono tirato indietro. Ma non è che se vengono da fuori significa che c’è qualcosa di nascosto».
La frattura politica e sociale
Il confronto mette in luce una frattura profonda:
• da un lato un’amministrazione che vede nel progetto un possibile ritorno economico,
• dall’altro una comunità che percepisce il tempio crematorio come un corpo estraneo, un rischio per l’immagine turistica, un segnale di scelte calate dall’alto.
La parola più ripetuta è “vocazione”: Petacciato, dicono i cittadini, deve puntare su mare, turismo, servizi, non su impianti percepiti come impattanti o simbolicamente negativi.
La richiesta finale: “Ritirate la delibera”
La conclusione della serata è un coro:
«Annullate la delibera».
Il sindaco non si sbilancia, non promette, non chiude. La tensione resta sospesa, come il progetto stesso. Ma una cosa è chiara: la comunità ha parlato, e lo ha fatto con forza. Ora la palla torna alla giunta, chiamata a decidere se andare avanti o fermarsi davanti a un territorio che, almeno ieri sera, ha detto un no netto e compatto.
Da sottolineare, che il vicesindaco Lascelandà risponde alla signora che lo accusa di avere sempre idee deleterie per il paese, facendo notare che a Petacciato ci sono circa 6 cantieri aperti per la riqualificazione del territorio e che a breve ne saranno aperti altri. Oltre a ribadire che la scelta di un forno è stata intesa al fine di reperire fondi per sistemare il cimitero, che attualmente l’amministrazione non ha.
EB









