venerdì 13 Febbraio 2026
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Baby gang Santa Croce, Azione Universitaria: «Serve un fronte comune contro la violenza giovanile»

CAMPOBASSO. Azione Universitaria Unimol esprime piena solidarietà al giovane rimasto vittima del brutale pestaggio avvenuto a Santa Croce di Magliano e alla sua famiglia. Un episodio che, sottolinea il movimento universitario, ha scosso profondamente non solo la comunità locale, ma anche il mondo studentesco molisano.

Secondo Azione Universitaria, quanto accaduto non può essere liquidato come una semplice “ragazzata”, ma rappresenta un segnale allarmante di un disagio generazionale sempre più evidente, che richiede risposte immediate e strutturate.

La risposta dello Stato e il Decreto Caivano

Nel mirino dell’associazione studentesca finisce anche il tema della sicurezza. L’intervento condotto dalla Stazione dei Carabinieri di Santa Croce di Magliano e dalla Procura per i Minorenni viene indicato come la prova che lo Stato è presente e interviene con fermezza.

In questo quadro, Azione Universitaria rivendica l’importanza del Decreto Caivano (D.L. 123/2023), definito una riforma «coraggiosa e concreta», voluta dal Governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Grazie alle nuove norme, per tre dei quattro aggressori – tutti con più di 14 anni – è stato possibile richiedere l’avviso orale del Questore, uno strumento di prevenzione che prima del 2023 non era applicabile ai minori.

Il decreto, sottolinea il movimento, consente di intervenire in modo tempestivo sulla pericolosità sociale, introducendo misure di deterrenza amministrativa che mirano a responsabilizzare i minori attraverso prescrizioni e limiti stringenti, la cui violazione comporta conseguenze penali.

L’appello: «Serve un fronte comune»

Azione Universitaria lancia quindi un appello alle forze politiche, alle associazioni, al terzo settore e alle amministrazioni locali, affinché la risposta alla violenza giovanile non resti confinata nelle aule dei tribunali. «La sicurezza non può diventare terreno di scontro politico – sottolinea il movimento – ma deve essere riconosciuta come una tutela per i più deboli».

Particolare attenzione viene posta al rischio di “vuoti educativi”, che secondo l’associazione non devono trasformare il Molise in un territorio fragile sul piano sociale. Accanto alla repressione, ritenuta necessaria, viene invocato un impegno concreto nella prevenzione, attraverso il recupero degli spazi di aggregazione e la promozione di modelli educativi positivi.

Scuola e università al centro

Infine, Azione Universitaria ribadisce il ruolo centrale di scuola e università, chiamate a diventare «laboratori permanenti di legalità», in cui il confronto sostituisca la violenza. È tra i banchi, sostiene il movimento, che può essere invertita una deriva culturale preoccupante, riaffermando il principio secondo cui la libertà individuale finisce dove inizia quella dell’altro.

«Non permetteremo che la cultura della sopraffazione prenda il sopravvento nei nostri territori – dichiara il direttivo –. Gli strumenti legislativi ci sono, ora spetta alla comunità educante e associativa colmare quei vuoti culturali che alimentano la violenza».