TERMOLI. Basso Molise, frontiera esposta: cosa racconta davvero il 12° Report ARPA sul controllo del territorio (2014–2025)
Dodici anni di monitoraggi, oltre 1200 presidi del territorio, più di 1000 siti di abbandono rifiuti individuati, quasi 500 episodi legati a manufatti in cemento-amianto, 94 discariche abusive e oltre 600 campionamenti di MCA: il 12° Report ARPA Molise non è solo un documento tecnico, ma la radiografia di un territorio che continua a essere fragile, esposto, attraversato da dinamiche di rischio ambientale che nel Basso Molise assumono contorni più netti, più urgenti, più emblematici.
Qui, dove la costa incontra l’entroterra, dove le aree industriali dismesse convivono con zone agricole e insediamenti residenziali diffusi, il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti — soprattutto speciali e pericolosi — si manifesta con una frequenza e una varietà che raccontano una vulnerabilità strutturale.
Il Basso Molise come epicentro: Termoli, Campomarino, Petacciato, Montenero, San Martino, Ururi, Larino
Scorrendo i dati del Report, il Basso Molise emerge come una delle aree più battute dagli ispettori ARPA. Non solo per la densità abitativa e produttiva, ma per la presenza di:
- aree industriali dismesse o semi-attive (Termoli, Campomarino, Montenero)
- zone rurali e poderi isolati (Ururi, San Martino, Larino)
- fasce costiere e scarpate difficili da controllare (Petacciato, Campomarino)
- rimesse, garage, capannoni privati spesso con coperture in MCA deteriorate
Il 2025, in particolare, segna una recrudescenza degli abbandoni, con un aumento significativo degli episodi in ambito urbano: un dato che riguarda direttamente Termoli e Campomarino, dove gli ispettori hanno registrato un incremento di rifiuti eterogenei — pneumatici, RAEE, oli esausti, parti di veicoli — abbandonati in aree di margine, parcheggi periferici, zone di transito.
Amianto: il nodo irrisolto del Basso Molise
Il Report conferma che il Basso Molise resta uno dei territori con la maggiore concentrazione di manufatti in cemento-amianto abbandonati.
Amianto: il nodo irrisolto del Basso Molise
Il Report conferma che il Basso Molise resta uno dei territori con la maggiore concentrazione di manufatti in cemento-amianto abbandonati.
Nel triennio 2023–2025, i casi più significativi riguardano:
- Termoli: onduline e coperture in rimesse private, garage, piccoli immobili; diversi casi di MCA in buono stato, ma anche episodi di frantumazione e abbandono in aree periferiche.
- Campomarino: coperture di capannoni e rimesse, spesso in stato di degrado avanzato; nel 2025 un caso classificato “da smaltire” per rischio di dispersione.
- Petacciato: onduline e canne fumarie in rimesse private, con più episodi di MCA deteriorato.
- Montenero di Bisaccia: coperture di abitazioni e rimesse, con casi ripetuti di MCA da smaltire.
- San Martino in Pensilis: coperture in buono stato ma prive di monitoraggio continuativo.
- Larino: due canne fumarie in amianto classificate “da smaltire”, segno di un patrimonio edilizio che necessita di interventi urgenti.
Il dato più preoccupante, ribadito da Arpa, è la pratica consolidata della frantumazione dei manufatti in cemento-amianto prima dell’abbandono: un comportamento che aumenta esponenzialmente la dispersione delle fibre e il rischio di inalazione, trasformando un illecito ambientale in un potenziale problema sanitario.
Discariche abusive e rifiuti speciali: la mappa del rischio
Il Basso Molise concentra una parte rilevante delle 94 discariche abusive individuate nel periodo 2014–2025.
Le tipologie più frequenti:
- cumuli di rifiuti edili mescolati a MCA frantumato
- depositi di pneumatici fuori uso
- abbandoni di RAEE (televisori, frigoriferi, lavatrici)
- sversamenti di oli minerali esausti e residui di officina
- rifiuti urbani ingombranti scaricati in aree marginali
Le zone più colpite risultano:
- periferie di Termoli (zona industriale, via dei Lecci, aree retroportuali)
- aree rurali tra Campomarino e Nuova Cliternia
- scarpate e alvei secondari tra Petacciato e Montenero
- fondovalle del Biferno e aree agricole isolate
Il 2025: l’anno della risalita del fenomeno
Dopo anni di flessione, il 2025 segna un’inversione di tendenza:
- 77 siti segnalati
- 29 abbandoni di rifiuti eterogenei
- 38 abbandoni di MCA
Nel Basso Molise, la crescita è legata a:
- aumento dei cantieri privati non tracciati
- smaltimenti “fai da te” di rifiuti edili
- ristrutturazioni domestiche con gestione impropria dei materiali
- abbandoni notturni in aree periferiche
- maggiore mobilità e transito lungo la costa
La rete dei controlli: Arpam, Forze dell’Ordine, Comuni
Il Report sottolinea come i risultati siano stati possibili grazie a una sinergia costante tra:
- Arpa Molise
- Nuclei Carabinieri Forestali
- Guardia di Finanza
- Carabinieri del Noe
- Polizie Locali
- Comuni del territorio
Nel Basso Molise, questa collaborazione ha permesso di risalire ai responsabili in diversi casi, soprattutto grazie a:
- fototrappole
- analisi dei documenti rinvenuti
- ricostruzione dei percorsi dei rifiuti
- segnalazioni dei cittadini
Un territorio che chiede una strategia strutturale
Il Report, letto nella prospettiva del Basso Molise, evidenzia una verità semplice: il territorio non può più essere lasciato solo.
La combinazione di:
- aree industriali dismesse
- edilizia diffusa
- zone rurali isolate
- flussi di transito costanti
- scarsa percezione del rischio amianto
rende questa parte di Molise una frontiera ambientale che necessita di:
- un piano straordinario di bonifica MCA
- un censimento aggiornato delle coperture
- controlli mirati nelle aree di margine
- campagne di sensibilizzazione rivolte ai privati
- un sistema di videosorveglianza ambientale integrato
Il 12° Report Arpam non è un bilancio, ma un avvertimento.
Il Basso Molise resta un territorio esposto, ma anche un territorio che reagisce, che segnala, che collabora.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa reattività in politiche strutturali, capaci di prevenire, non solo di intervenire.
Perché la vera bonifica non è quella che si fa a posteriori: è quella che si costruisce ogni giorno, con controllo, responsabilità e consapevolezza collettiva.
EB



