TERMOLI. Il cantiere ferroviario che attraversa la città non è solo un insieme di mezzi, operai e vibrazioni: è un nuovo ritmo imposto al territorio, un battito metallico che ogni mattina, dalle 7:30 in punto, si sovrappone al respiro del mare e alla quotidianità dei quartieri che costeggiano la linea. L’ordinanza n. 16 del 16 gennaio 2026, firmata dal dirigente comunale Marcello Vecchiarelli, autorizza la ditta Armafer S.r.l. a superare i limiti acustici previsti dal Piano di Zonizzazione, aprendo una parentesi straordinaria che durerà fino al 30 giugno 2026.
Una parentesi che racconta molto più di un semplice intervento tecnico: racconta la tensione tra un territorio che chiede tutela e un’infrastruttura che pretende efficienza, tra la quiete dei residenti e la necessità di rinnovare 14 chilometri di massicciata ferroviaria lungo la tratta Termoli–Ururi, primo segmento della linea Termoli–Venafro.
La richiesta della ditta, protocollata nel 2025 e corredata da una Relazione Tecnica dettagliata, è stata valutata alla luce di una normativa complessa che va dalla Legge quadro sull’inquinamento acustico al Dpcm del 1997, fino alla legge regionale molisana che affida ad Arpa Molise il ruolo di controllo. Il Comune ha riconosciuto il carattere di “necessità e indifferibilità” dell’opera, ma ha imposto un quadro di prescrizioni rigido, quasi a voler ricordare che ogni deroga è un patto, non una concessione incondizionata. Le attività rumorose saranno consentite solo nella fascia 7:30–15:30, una finestra temporale che prova a conciliare esigenze tecniche e qualità della vita. Sulla tratta evidenziata in blu nella documentazione tecnica scatterà inoltre un obbligo particolare: un’ora di silenzio totale.
Le prescrizioni non si fermano agli orari. La ditta dovrà adottare tutte le misure tecniche e organizzative per ridurre l’impatto acustico, rispettare integralmente quanto dichiarato nella Relazione Tecnica, evitare qualsiasi attività rumorosa al di fuori degli orari autorizzati e garantire la tutela della salute pubblica. Un elenco che sembra burocratico, ma che in realtà è la linea di confine tra un cantiere che convive con la città e un cantiere che la travolge. I controlli saranno affidati al Comune, ad Arpa Molise e agli altri organi competenti, con la possibilità di revoca immediata dell’autorizzazione in caso di violazioni o di “grave disturbo alla popolazione”.
EB
