TERMOLI. Un primo passo concreto verso la transizione energetica locale e un modello di sviluppo fondato sulla condivisione, sulla sostenibilità e sul ritorno sociale. È questo il senso dell’incontro promosso dal Comune di Termoli per illustrare alla cittadinanza la nascita di una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) sul territorio comunale, un progetto che punta a coinvolgere enti pubblici, cittadini, imprese e realtà associative in un sistema virtuoso di produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili.
All’incontro, svoltosi nel pomeriggio, sono intervenuti il sindaco Nico Balice e l’assessore ai Lavori Pubblici Enrico Miele, insieme ai rappresentanti di Sorgenia, partner tecnico dell’iniziativa: Fabrizio Prestinoni, Head of PA Green Tech Sales, e Valerio Palella, responsabile Business Development.
Nel suo intervento, il sindaco Balice ha sottolineato come l’acronimo Cer racchiuda il senso profondo dell’operazione: una comunità che condivide energia, intesa non solo come bene tecnico ma come risorsa collettiva. Un percorso che si inserisce pienamente nel quadro nazionale ed europeo della transizione energetica, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e promuovere un nuovo modello di sviluppo territoriale.
Sorgenia, come spiegato da Prestinoni, avrà il ruolo di produttore e facilitatore tecnico, mettendo a disposizione un impianto fotovoltaico di nuova realizzazione da 520 kilowatt, capace di produrre oltre 650 megawattora di energia all’anno, equivalenti al fabbisogno medio di circa 300-350 famiglie. L’azienda, oggi primo operatore italiano nelle rinnovabili dopo l’incorporazione di EF Solare, ha chiarito che non potrà essere membro della comunità energetica, ma fornirà l’energia rinnovabile necessaria ad alimentarne il funzionamento.
Entrando nel dettaglio tecnico, Palella ha illustrato il meccanismo di funzionamento delle comunità energetiche: l’energia prodotta viene contabilizzata dal GSE sulla base della cabina primaria di riferimento e condivisa virtualmente tra i membri consumatori. Questo autoconsumo virtuale viene incentivato attraverso una tariffa che può arrivare fino a circa 100 euro per megawattora, con ulteriori benefici legati al rimborso di parte degli oneri di sistema.
Un elemento centrale emerso dal confronto è l’importanza del bilanciamento tra produzione e consumo, condizione essenziale per massimizzare i benefici economici e ambientali. La comunità potrà includere cittadini, famiglie, imprese, enti religiosi, utenze comunali e soggetti in condizione di povertà energetica, con l’obiettivo di redistribuire i vantaggi economici sul territorio attraverso progetti sociali e iniziative di utilità collettiva.
Tra gli esempi citati, l’installazione di colonnine di ricarica alimentate da energia rinnovabile e il sostegno diretto alle fasce più fragili della popolazione. A pieno regime, e con una saturazione totale dell’energia prodotta, la comunità energetica potrebbe generare fino a 70 mila euro l’anno di benefici economici da reinvestire localmente.
Il progetto è già in fase avanzata: l’iter autorizzativo dell’impianto è in corso e Sorgenia seguirà l’intero percorso, dalla costituzione della CER alla gestione e manutenzione. L’amministrazione comunale ha inoltre ribadito la volontà di far crescere la comunità energetica nel tempo, aprendola anche ad altri Comuni dell’area urbana, in un’ottica di rete territoriale e di accesso coordinato ai futuri finanziamenti statali.
Un’iniziativa che segna dunque un passaggio strategico per Termoli: dall’energia come costo all’energia come bene comune, capace di produrre valore ambientale, economico e sociale.
EB