mercoledì 21 Gennaio 2026
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«Da 20 anni ribadisco le stesse criticità», Saburro interviene sul porto turistico di Campomarino

CAMPOMARINO. Sul porto turistico “Marina di Santa Cristina” Antonio Saburro, consigliere di Campomarino Futura ed ex assessore all’Urbanistica, interviene per rimettere ordine in una vicenda che da un quarto di secolo condiziona il territorio. Senza attacchi personali, ma con la nettezza dei numeri, ricorda che tutti i tentativi di contrastare l’insabbiamento della canalina d’ingresso si sono rivelati insufficienti: il problema è strutturale, nasce con il porto stesso e può essere risolto solo ripensando l’imboccatura e reperendo risorse adeguate per un intervento definitivo.
Proprio perché l’infrastruttura non ha mai raggiunto la piena operatività, negli anni — sottolinea — si è cercato di evitare che la gestione diventasse un peso insostenibile per il bilancio comunale. E quando la politica sbaglia, il conto lo pagano tutti: le imprese che investono, i diportisti che non trovano un approdo efficiente, il territorio che perde opportunità e lo stesso Comune costretto a comprimere le spese per non aggravare ulteriormente la situazione.
Da qui la critica alle scelte più recenti, assunte senza un confronto preventivo: avendo collaborato con molti degli attuali amministratori nel precedente mandato, Saburro si sarebbe aspettato almeno una valutazione condivisa prima di avviare investimenti che, a oggi, definisce fallimentari sia per l’ente sia per gli utenti del porto. I numeri, osserva, parlano da soli: circa 75 mila euro spesi in cinque anni per il dragaggio durante l’amministrazione Silvestri, contro i 200 mila euro impegnati nel solo 2025, senza alcun miglioramento e con una programmazione degli interventi ulteriormente compromessa.
Ricorda inoltre che l’ipotesi di acquistare una draga era già stata presa in considerazione nel precedente mandato, ma con un approccio prudente e basato sull’analisi dell’intero ciclo di gestione, perché costi di esercizio e manutenzione non sono dettagli marginali e richiedono una valutazione seria. Da qui il richiamo alla responsabilità: un assessorato non è un titolo da esibire, ma un ruolo che impone visione, metodo e attenzione nell’uso delle risorse pubbliche.
C’è poi un passaggio storico che Saburro rivendica: già nel 2005, dai banchi della minoranza, aveva invitato a non costituire una società mista a maggioranza pubblica, prevedendo che avrebbe frenato la capacità decisionale del privato e quindi la sua propensione a investire. I fatti, sostiene, hanno confermato quella preoccupazione.
Il messaggio finale è un avvertimento chiaro: le scelte politiche sbagliate producono danni concreti, scoraggiano chi vorrebbe investire, penalizzano chi sceglie Campomarino per le vacanze e mettono in difficoltà lo stesso Comune. Servono più competenza, più attenzione e più responsabilità.

EB