MOLISE. Nelle ultime settimane il dibattito politico regionale si è spostato sempre più sul terreno dei gesti simbolici: proteste eclatanti, annunci forti, iniziative dimostrative che catturano l’attenzione pubblica. In questo contesto interviene il consigliere regionale di maggioranza Roberto Di Pardo, che richiama con nettezza il valore del lavoro istituzionale rispetto alla spettacolarizzazione della politica.
Roberto Di Pardo interviene sull’iniziativa del sindaco di Isernia Castrataro e, più in generale, sulla crescente tendenza alla protesta simbolica da parte di amministratori e rappresentanti istituzionali. «I gesti simbolici fanno notizia. Il lavoro nelle istituzioni molto meno», afferma, sottolineando come negli ultimi mesi si sia assistito a una escalation di azioni dimostrative: «Sindaci che protestano vivendo in tenda, altri che annunciano lo sciopero della fame, consiglieri regionali che minacciano l’occupazione del Consiglio, e altri ancora che ricorrono al Tar o ad altri tribunali con una preoccupante regolarità, la stessa con cui vedono rigettate le loro istanze».
Di Pardo non mette in discussione la legittimità di queste forme di protesta, ma ne evidenzia i limiti strutturali: «Sono gesti simbolici, utili soprattutto a segnalare una presenza e a mantenere visibilità nel dibattito pubblico. Ma tutti sanno, e lo sanno soprattutto loro, che non risolveranno il problema contro cui si protesta».
Il punto centrale, per Di Pardo, è il ruolo delle istituzioni e la responsabilità che ne deriva: «La politica non è questo. Avere un ruolo nelle istituzioni significa assumersi responsabilità, lavorare nelle sedi istituzionali, costruire soluzioni concrete, anche quando sono complesse o impopolari». Il rischio, avverte, è che la protesta diventi lo strumento principale di chi dovrebbe invece governare: «Quando la protesta diventa la via maestra di chi ha ruoli di rappresentanza, il pericolo è uno solo: trasformare le istituzioni in palcoscenici e la rappresentanza in sopravvivenza politica».
La conclusione è un richiamo netto al senso del mandato pubblico: «Ai cittadini servono risposte e non gesti simbolici utili solo a chi li compie».
EB
