TERMOLI. Sta diventando un fenomeno sociale di costume e di dibattito social, il nuovo film di Checco Zalone, “Buen Camino”, che in questo fine settimana supererà in dieci giorni di programmazione (dal 25 dicembre a domani, 4 gennaio) sia gli incassi di “Tolo Tolo” (46 milioni di euro) che probabilmente la barriera dei 50 milioni di euro, andando poi all’attacco di “Quo Vado?” Distante ancora una ventina di milioni di euro (65, record all time in Italia).
Fino a ieri, sono stati 44.854.564 gli euro incassati, con 5.568.942 spettatori. A intervenire, con cognizione di causa, è stato don Benito Giorgetta, che attraverso la parrocchia di San Timoteo, gestisce il Cinema Oddo, che con la proiezione senza sosta di “Buen Camino” contribuisce al successo della pellicola.
«Condivido appieno le considerazioni di don Francesco Minervino aggiungendo che vedere i volti raggianti di coloro che lasciano la sala dona un senso di leggerezza e di sana ilarità.
Non si esagera, secondo me, se si afferma che Zalone riempiendo le sale sazia anche il cuore. Abbiamo bisogno di sorridere di trascorrere un paio d’ore distensive. Tutti coloro che vedono il film ritornano in famiglia, nella società, al lavoro bonificando le relazioni. Troppi problemi angustiano la vita ed è necessario allentare le tensioni, disarmare il linguaggio e sostanziare le relazioni. Il cinema, questo film zaloniano in particolare, favoriscono tutto questo. Zalone alfabetizza le relazioni predisponendo gli animi annullando le tensioni, dissolvendo i conflitti. E’ tempo di ridere e farlo in compagnia moltiplica la gioia. Essendo “gestore” di una piccola sala parrocchiale che sta proiettando “Buen cammino” ogni volta che Zalone sta per fare una battuta- conosco ormai quasi a memoria il film- entro in sala per nutrirmi del sorriso, talvolta anche particolarmente sonoro, di tutta la sala.
Sentire ridere e divertirsi il pubblico presente, bonifica il cuore. Quasi sempre, alla fine dello spettacolo, parte spontaneo l’applauso come segno di gradimento. Gli insegnamenti che sono sottesi dietro le battute zaloniane sono notevoli e di spessore. La vita è un cammino che fa scoprire l’essenziale, l’utilizzo sereno ed equilibrato della ricchezza, il recupero delle relazioni parentali, in modo particolare il rapporto padre-figlia, l’amore che rende feconda la vita, sono pro-vocazioni necessarie e salutari. Anche l’interesse per la preghiera, la valorizzazione della povertà, l’altruismo e la solidarietà aiutano a recuperare valori tramontati o narcotizzati da un eccessivo egocentrismo. L’eccentrico egoriferito ricco Zalone lascia il posto ad un recuperato e morigerato Checco che finalmente elogia la figlia recuperata, continua il cammino per trovare altre risposte esistenziali. Non tutti faremo il cammino di Santiago de Compostela, fisicamente parlando, ma tutti possiamo, spinti da questo esempio, a metterci in cammino ideale nella nostra vita per trovare risposte non attirate o suscitate dall’ingannevole apparenza quanto piuttosto sostanziati da ciò che conta e vale.
Zalone che mostra tanta arguzia, profondità di pensiero oltre che capacità artistiche innegabili (attore, sceneggiatore, regista, autore delle musiche (gradevoli ed orecchiabili), non è nuovo a tutto questo. Tutti i suoi film hanno sempre offerto occasioni di riflessioni e approfondimenti molto importanti compreso aborto, eutanasia, rispetto della dignità del lavoro, l’emancipazione femminile, l’inclusione, l’accoglienza, l’unità e sacralità della famiglia e tante altre salutari provocazioni.
Non affermo tutto questo per spingere altri a frequentare le sale cinematografiche ma solo perché fermamente convinto di quanto affermato. Bravo Checco Zalone, artista poliedrico capace di far sorridere tutti su temi importanti ma anche capace di stimolare il sorriso solo con la sua intrigante mimica facciale o postura che impone al suo camminare. Questa è una marcia in più che solo gli artisti pregiati sanno offrire. Buen cammino a tutti».
EB
