mercoledì 11 Febbraio 2026
Cerca

Fermo della pesca delle vongole fino al 15 febbraio 2026

TERMOLI. La Capitaneria di Porto di Termoli ha emanato una nuova ordinanza che disciplina l’attività di pesca dei molluschi bivalvi, in particolare delle vongole (Chamelea gallina), nel compartimento marittimo locale. Il provvedimento, valido fino al 15 febbraio 2026, riguarda tutte le imbarcazioni autorizzate all’uso della draga idraulica (attrezzo HMD), comprese quelle non aderenti al Consorzio di gestione dei molluschi bivalvi di Termoli (Co.Ge.Vo.).

Secondo l’ordinanza, le unità da pesca dovranno osservare il fermo nei giorni di sabato, domenica e festivi, oltre a un ulteriore giorno stabilito dal Co.Ge.Vo., per non superare i quattro giorni settimanali di pesca. L’orario di uscita dal porto è fissato alle 5 del mattino, mentre il rientro dovrà avvenire entro le 16.

Il provvedimento stabilisce anche limiti precisi per la cattura: ogni imbarcazione può pescare al massimo 400 kg di vongole e 100 kg di cannolicchi al giorno. La taglia minima di riferimento per le vongole è fissata a 22 mm di lunghezza totale, in deroga al regolamento UE 2019/1241, fino al 31 dicembre 2030.

Le draghe idrauliche devono rispettare caratteristiche tecniche specifiche, tra cui la larghezza massima della gabbia (3 metri), il peso massimo dell’attrezzo (600 kg) e la pressione sugli ugelli (1,8 bar). Il materiale raccolto deve essere selezionato con setacci conformi a tali parametri. Le vongole inferiori alla taglia minima devono essere ripopolate in mare in aree designate.

Per quanto riguarda il fermo tecnico, oltre al periodo tra 16 gennaio e 15 febbraio 2026, sono previsti altri periodi di chiusura obbligatoria per la pesca dei molluschi bivalvi:

  • Cannolicchi: 1 aprile – 30 settembre
  • Telline: 1 aprile – 30 aprile
  • Tartufi di mare: 1 giugno – 31 luglio

Non è consentita la pesca di telline, tartufi e vongole veraci con la draga idraulica, mentre le imbarcazioni che utilizzano altri attrezzi possono continuare l’attività durante il fermo, previo sbarco delle attrezzature o apposizione di sigilli dall’Autorità Marittima. La pesca scientifica resta esentata e richiede comunicazioni preventive.

Tutte le unità devono essere dotate di sistemi di monitoraggio GPS/VMS per tracciare posizione e attività. Il Co.Ge.Vo. deve vigilare sull’utilizzo corretto delle aree di pesca e comunicare immediatamente eventuali violazioni alle autorità competenti.

Le operazioni di sbarco delle vongole devono avvenire presso punti designati dal Consorzio, con seconda vagliatura e certificazione della taglia minima. Le vongole sotto misura vengono ripopolate in mare, mentre il rispetto delle norme igienico-sanitarie è obbligatorio lungo tutta la filiera, dal prelievo alla commercializzazione.

Infine, l’ordinanza stabilisce sanzioni per chi non rispetta le disposizioni e precisa che non si applica alla pesca a scopo scientifico, per la quale serve autorizzazione ministeriale. L’ordinanza n. 34/2019 viene abrogata e la pubblicità del nuovo provvedimento sarà assicurata sul sito della Guardia Costiera e tramite organi di informazione.