CAMPOBASSO. Il Movimento 4 settembre chiama la città a raccolta e riporta Campobasso al centro di una battaglia che travalica i confini regionali: domani, martedì 20 gennaio, alle ore 12, davanti al Tribunale del capoluogo, si terrà un presidio di solidarietà per Ahmad Salem, giovane palestinese detenuto per aver rivendicato – secondo gli attivisti – il proprio diritto a resistere all’apartheid, alla violenza sistemica, al genocidio in corso a Gaza. La mobilitazione coincide con l’udienza del processo a suo carico e si inserisce in un clima già segnato dalla recente condanna a cinque anni inflitta ad Anan Yaeesh, altro giovane palestinese la cui vicenda ha scosso reti solidali e movimenti per i diritti umani in tutta Italia.
Per il Movimento 4 settembre, ciò che accade nelle aule giudiziarie non può essere separato dal contesto politico più ampio: la repressione del dissenso, il restringimento degli spazi di manifestazione, la criminalizzazione della solidarietà internazionale. «Non possiamo rimanere in silenzio», affermano gli organizzatori, che leggono nei procedimenti giudiziari contro Salem e Yaeesh un segnale inquietante, un tentativo di colpire non solo singoli individui ma l’idea stessa di resistenza civile e umana.
In un Molise spesso raccontato come periferico, la mobilitazione del 20 gennaio riporta al centro la capacità del territorio di reagire, prendere posizione, farsi spazio nel dibattito nazionale. Una chiamata a restare umani, prima ancora che a manifestare.
EB

