mercoledì 11 Febbraio 2026
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Gli obiettivi del nuovo Ambito sociale del basso Molise: sarà istituito anche un tavolo ‘adolescenti’

TERMOLI. Il Comitato dei Sindaci dell’Ambito sociale territoriale del basso Molise è tornato a riunirsi ieri sera, convocato dal presidente dell’Ambito e sindaco di Termoli Nico Balice.

Dopo la presa d’atto della nomina del Coordinatore d’Ambito, Antonio Russo, e soprattutto l’avvio del percorso del Piano Sociale di Zona 2025‑2028, con l’istituzione del tavolo di concertazione e del tavolo tecnico territoriale.
Una convocazione che arriva in un momento di forte attesa, dopo mesi di transizione e di rallentamenti operativi che hanno inciso sulla capacità dell’Ambito di rispondere ai bisogni crescenti del territorio. E proprio su questo punto interviene, nell’intervista diffusa in queste ore, il nuovo coordinatore avv. Antonio Russo, che delinea con chiarezza la direzione di marcia: “L’Ambito deve tornare a essere un luogo di governance reale, non solo un contenitore amministrativo. Il sociale richiede continuità, metodo e responsabilità condivisa”.


Russo insiste su tre assi: programmazione, partecipazione, efficienza amministrativa. La programmazione – spiega – non può essere un esercizio formale, ma deve tradursi in scelte concrete su servizi, risorse, priorità e monitoraggio. La partecipazione, attraverso tavoli strutturati e non episodici, deve riportare al centro associazioni, terzo settore, scuole, distretto sanitario, famiglie. L’efficienza amministrativa, infine, è la condizione per non disperdere fondi, non accumulare ritardi, non lasciare scoperti i servizi essenziali.

Sul tavolo ci sono questioni che toccano direttamente la vita delle comunità: servizi domiciliari, disabilità, minori, povertà educativa, contrasto alle fragilità, integrazione socio‑sanitaria, gestione delle risorse PNRR e dei fondi strutturali. Russo, nell’intervista, non nasconde la complessità: “Il territorio è vasto, i bisogni sono diversi, ma la sfida è costruire un modello che tenga insieme costa e interno, piccoli comuni e centri maggiori, senza lasciare nessuno indietro”.