TERMOLI. Nei giorni scorsi, poco prima della fine dell’anno, Domenico De Camillis di Termoli, appassionato ciclista amatoriale, ha deciso insieme al suo abituale gruppo di amici di concedersi uno dei consueti giri in bicicletta sulle strade del territorio. Un modo come un altro per tenersi in forma in vista delle luculliane cene e dei cenoni dell’imminente notte di San Silvestro.
Fin qui, nulla di anomalo. Ma, come spesso accade, almeno una volta nella vita qualcosa o qualcuno si mette di traverso e manda all’aria i piani preconfezionati.
Proprio a Domenico, il destino aveva riservato un Capodanno che difficilmente dimenticherà. Questo il suo racconto:
«Avevo iniziato la pedalata con i miei amici quando, poco dopo la partenza, all’imbocco della rotatoria tra il Lungomare Cristoforo Colombo e via del Mare, dove c’è il trabucco al centro della rotatoria, non so come e non so perché ho perso l’equilibrio e sono caduto dalla bici.
A caldo sembrava nulla di serio, tanto che mi sono rimesso in sella per continuare a pedalare. Però, più andavo avanti e più mi accorgevo di fare fatica e di provare dolore. A quel punto ho pensato giustamente di fermarmi e chiamare un amico, spiegandogli l’accaduto. Lui non ci ha pensato due volte e mi ha portato al Pronto soccorso.
Dentro di me pensavo: “Adesso ci passo tutta la giornata”. Invece, per le cadute da bici, i codici di urgenza salgono, e sono entrato quasi subito a visita. Lì ho potuto notare fin da subito la grande professionalità dei medici e di tutto il personale.
Esami, controlli e raggi che, purtroppo per me, hanno evidenziato una frattura composta del femore. Ricovero e prospettiva di intervento chirurgico, che è stato eseguito ed è riuscito perfettamente, secondo prassi. Ora sono in riabilitazione.
In questo frangente, avendo avuto molto tempo per riflettere, anche alla luce di quanto si sente in giro sulle tante problematiche del sistema sanitario nazionale, mi sono convinto personalmente che spesso la “malasanità” la creiamo noi cittadini, diventati ormai intolleranti e insoddisfatti di qualsiasi cosa.
Io, invece, per questa mia esperienza posso affermare di aver trovato al San Timoteo una professionalità ed efficienza che rasentano l’eccellenza, almeno nel reparto di Ortopedia. Posso dire solo cose positive.
Cito solo tre persone, ma tutta l’équipe di quel reparto è meritevole di una menzione positiva: a cominciare dal dottor Gagliardi e dal dottor Valles, l’anestesista dottor Bogias. Ma, come dicevo, anche ai tecnici di anestesia, agli Oss e agli strumentisti va il mio grazie di cuore. A tutti loro auguro un sereno 2026, sia professionalmente che nella vita privata».
Un racconto che, oltre a descrivere un episodio sfortunato, diventa una testimonianza di fiducia e riconoscenza verso chi ogni giorno lavora nella sanità pubblica con competenza e dedizione.
MT