TERMOLI. Termoli apre il 2026 con un atto amministrativo che pesa più di quanto sembri: la determinazione a contrarre per la realizzazione degli alloggi Housing First in via Martiri della Resistenza, un intervento da 300 mila euro finanziato nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Non un semplice appalto, ma un tassello di una strategia più ampia che punta a ridisegnare il rapporto tra città, fragilità e politiche abitative, in un territorio — quello termolese — dove il disagio economico e la pressione abitativa non sono più emergenze episodiche ma condizioni strutturali.
La determina, firmata dal dirigente del Settore III Gianfranco Bove e dal Rup Luigi Massimo Serrelli, mette in moto la procedura negoziata per selezionare l’impresa che dovrà trasformare il progetto esecutivo dell’architetto Fulvio Loreto in un intervento concreto entro tempi strettissimi: il cronoprogramma del finanziamento impone la consegna dei lavori entro febbraio 2026, mentre l’intera operazione deve chiudersi entro il 31 dicembre dello stesso anno. Una corsa contro il tempo che riflette la logica dei fondi europei e la necessità, per Termoli, di non perdere risorse destinate a un segmento sociale che spesso resta invisibile.
Il progetto rientra nell’azione 6.4.3.1 del programma Metro Plus, dedicata alle infrastrutture e agli spazi di inclusione per comunità emarginate, famiglie a basso reddito, persone con disabilità e gruppi svantaggiati. L’approccio è quello dell’Housing First, un modello che ribalta la logica tradizionale dell’assistenza: prima la casa, poi il percorso sociale. Non più l’idea che l’alloggio sia un premio dopo aver risolto i propri problemi, ma la consapevolezza che senza un tetto stabile nessun percorso di autonomia è possibile. Una filosofia che in Italia fatica ancora a radicarsi, ma che trova in questo intervento termolese un’applicazione concreta e misurabile.
La procedura scelta è quella negoziata, con invito a cinque operatori economici selezionati tramite la piattaforma Traspare, nel rispetto del principio di rotazione. Importo a base di gara: 236 mila euro, di cui 3 mila per la sicurezza e oltre 47 mila per la manodopera, non soggetti a ribasso. Una scelta che punta a garantire tempi rapidi e trasparenza, evitando lungaggini che potrebbero compromettere la realizzazione dell’opera. Il contratto sarà stipulato “a misura”, con tutte le clausole previste dal capitolato speciale d’appalto.
Ma oltre la tecnica amministrativa, resta il significato politico e sociale dell’intervento. Termoli, inserita tra le 39 città medie beneficiarie del programma Metro Plus, ha scelto di investire parte delle risorse su un segmento fragile della popolazione, riconoscendo che l’inclusione non è un tema accessorio ma un asse strategico di sviluppo urbano. Via Martiri della Resistenza, quartiere popolare e simbolico, diventa così laboratorio di una nuova idea di welfare territoriale, dove l’abitare non è solo edilizia ma relazione, accompagnamento, dignità.
La determina, pubblicata sul sito istituzionale, apre ora la fase operativa: inviti, offerte, aggiudicazione, avvio dei lavori. Un percorso che dovrà essere monitorato con attenzione, perché ogni ritardo rischia di compromettere un intervento che parla direttamente alle fragilità della città. Ma se i tempi saranno rispettati, Termoli potrà consegnare alla comunità non solo nuovi alloggi, ma un segnale politico chiaro: la marginalità non si combatte con slogan, ma con infrastrutture sociali, investimenti mirati e scelte amministrative che mettono al centro chi spesso resta ai margini.
EB

