TERMOLI. Pioggia battente, ombrelli aperti, strade lucide. Ma nulla ha fermato la “Giornata Diocesana della Pace” della Diocesi di Termoli-Larino, che anche sotto l’acqua ha scelto di restare all’aperto, in cammino, visibile, testarda. “Terra in Pace” non è rimasto uno slogan: è diventato un corteo che ha attraversato il centro cittadino nonostante il maltempo, con bambini, famiglie, educatori e sacerdoti che hanno trasformato una domenica grigia in un gesto collettivo di luce.
La mattinata si è aperta in piazza Duomo con l’accoglienza dei gruppi provenienti da tutta la diocesi. Alle 10.30 la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Claudio Palumbo ha riempito la Cattedrale, tra canti, letture e i colori dei cartelloni preparati dall’Azione Cattolica Ragazzi. Poi, all’uscita, la scelta: andare avanti comunque. E così è stato. Sotto la pioggia, il corteo ha preso forma e voce, portando per le vie del centro striscioni, bandiere arcobaleno, messaggi scritti dai più piccoli: “Il mondo ha bisogno di pace”, “Camminiamo uniti”, “Immaginiamo un mondo di pace”.
Petra Becci, responsabile Acr ha guidato l’organizzazione ricordando il valore educativo dell’iniziativa e il sostegno ai progetti “Educare: strada per la pace” e “Una carezza per la Terra Santa”. La spilla simbolica, appuntata sui giubbotti bagnati, è diventata segno di appartenenza e di scelta.
Le immagini raccontano tutto: il vescovo che benedice, i bambini che leggono, i cori che risuonano, i passi che non si fermano. Termoli, anche sotto la pioggia, ha camminato per la pace. E questo, più di ogni parola, dice la forza di una comunità che non arretra.
EB












