mercoledì 11 Febbraio 2026
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«Il carrello della spesa corre più di salari e stipendi»

TERMOLI. L’inflazione del 2025 certifica un Paese in cui il costo della vita continua a correre più dei salari, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e trasformando il carovita in una condizione strutturale. I dati definitivi diffusi dall’Istat parlano chiaro: mentre l’inflazione media annua si ferma all’1,5%, il “carrello della spesa” accelera fino al +1,9% e gli alimentari non lavorati registrano un’impennata dal +1,1% al +2,3% in un solo mese, segnalando una pressione crescente proprio sui beni essenziali.

Una dinamica che colpisce tutte le fasce di reddito ma che diventa insostenibile per i nuclei più fragili, costretti a rinunciare a cibo, cure e prodotti di base. In questo quadro, l’indagine conoscitiva avviata dall’Antitrust sulla Grande Distribuzione Organizzata e sulla filiera agroalimentare rappresenta per Adoc un passaggio imprescindibile per fare piena luce sui meccanismi di formazione dei prezzi, soprattutto alla luce della discrasia di 8 punti percentuali tra inflazione generale e aumento dei beni alimentari registrata tra il 2021 e il 2025.

L’associazione chiede al Governo di abbandonare la logica dei “pannicelli caldi” e di intervenire con riforme strutturali: stop alla speculazione, contrasto alla shrinkflation, rimodulazione dell’Iva sui beni primari, scorporo immediato delle accise sui carburanti. Senza un’azione coordinata, avverte Adoc, non ci sarà ripresa dei consumi interni né crescita economica, considerando che la spesa delle famiglie rappresenta quasi il 60% del Pil nazionale.

«Non resteremo a guardare mentre la qualità della vita e la salute dei cittadini vengono compromesse da scelte di risparmio forzate su cibo e cure – dichiarano Anna Rea, presidente Nazionale di Adoc, e Nicola Criscuoli, Presidente Adoc Molise – I rincari su alimentari e prodotti per la cura della persona sono segnali di una speculazione che non accenna a fermarsi. Ribadiamo la necessità di interventi urgenti e riforme strutturali, dal controllo rigoroso delle filiere alla revisione della tassazione sui beni primari, questioni che non sono state minimamente prese in considerazione dalla Legge di Bilancio.

Se non arriveranno risposte coraggiose contro il carovita, la mobilitazione sarà inevitabile. Siamo pronti a promuovere forme di protesta collettiva, incluso lo “Sciopero del Carrello”. Le famiglie hanno il diritto di vivere dignitosamente senza subire aumenti ingiustificati»

EB