venerdì 6 Febbraio 2026
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Il futuro dell’auto: presidio delle parti sociali davanti al Parlamento europeo venerdì 5 febbraio

TERMOLI. Alla vigilia del tavolo di domattina al Mimit, si annuncia una nuova iniziativa. Il 5 febbraio 2026, Place du Luxembourg a Bruxelles sarà teatro di una mobilitazione europea senza precedenti, promossa da IndustriAll Europe e sostenuta dalle principali sigle sindacali italiane: Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil. L’appuntamento, fissato alle ore 8:30 davanti al Parlamento europeo, si svolgerà sotto lo slogan “Uniti per la difesa di buoni posti di lavoro e investimenti”.

La giornata nasce dalla crescente preoccupazione per lo stato dell’industria europea, come evidenziato dal recente rapporto Syndex che analizza 19 settori strategici. Mentre i comparti aerospaziale e della difesa mantengono una competitività globale, il resto del tessuto industriale è minacciato da investimenti bloccati, ristrutturazioni e incertezza. Il rischio, secondo i sindacati, è un’accelerazione della deindustrializzazione, una dipendenza crescente da fornitori esterni e la perdita di milioni di posti di lavoro qualificati.

Le richieste avanzate dai promotori della mobilitazione sono chiare e urgenti: investimenti pubblici e privati nelle industrie verdi e sociali, garanzie occupazionali locali nei contratti e negli aiuti pubblici, misure di tutela come il programma SURE, piani obbligatori per una transizione giusta, contrasto al commercio sleale e all’eccesso di capacità produttiva, energia pulita e accessibile per le imprese europee.

Alle ore 9:00, i segretari generali nazionali – Ferdinando Uliano (Fim), Michele De Palma (Fiom), Rocco Palombella (Uilm), Marco Falcinelli (Filctem), Nora Garofalo (Femca), Amedeo Testa (Flaei) e Daniela Piras (Uiltec) – incontreranno la stampa per illustrare le ragioni della protesta. A seguire, dalle ore 10:00, le delegazioni sindacali si confronteranno con i parlamentari italiani eletti al Parlamento europeo.

La mobilitazione del 5 febbraio si configura come un momento cruciale per rilanciare il ruolo dell’industria europea e riaffermare il diritto a un lavoro dignitoso, stabile e sostenibile. I sindacati italiani, in prima linea, chiedono all’Europa risposte concrete e immediate.

EB