TERMOLI. Una mattinata densa, tesa, necessaria. Al Castello Svevo è stata inaugurata oggi la mostra fotografica “I Grant You Refuge – Ti concedo rifugio”, promossa dalla Sezione Anpi di Termoli, da Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra e dall’Assemblea Palestina Basso Molise, curata dal fotografo e filmmaker Paolo Patruno. Una mostra che non concede tregua allo sguardo: immagini che non hanno colori, come ha detto il sindaco, “situazioni che mettono un nodo in gola”, bambini che giocano sulle macerie perché a quell’età devono giocare, una bambina ferita e bellissima che ha perso un occhio, vite sospese tra la normalità negata e la devastazione quotidiana.
La mostra, aperta dal 17 al 25 gennaio, raccoglie gli scatti di sei fotografi della Striscia di Gaza – Jehad Al‑Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras, Shadi Al‑Tabatibi – che continuano a documentare la tragedia del loro popolo con una tenacia che spesso pagano con la vita. Il titolo trae ispirazione dalla poesia della scrittrice palestinese Hiba Abu Nada, uccisa nella sua casa nel sud di Gaza il 20 ottobre 2023. “Essere palestinesi è una storia intrecciata di resilienza, dolore e speranza”, recita il testo che accompagna la mostra, e ogni immagine sembra confermarlo.
Durante la conferenza stampa, sono intervenuti il presidente dell’Anpi, Roberto Carluccio, Marcella Stumpo e una delegata dell’Assemblea Palestina, che ha ricordato che “le armi di pace” sono ciò che resta ai cittadini per non voltarsi dall’altra parte: testimoniare, parlare, continuare a mostrare ciò che accade. L’assemblea è nata spontaneamente, con cittadini di Termoli e del Molise che hanno scelto di unirsi per rompere il silenzio. “Portare avanti la testimonianza è una delle poche cose che possiamo fare – hanno detto – perché è quello che ci chiedono le persone della Palestina con il loro coraggio”.
La Rete della Sinistra ha sottolineato come la forza di una singola immagine, osservata senza la frenesia dei video e dei social, permetta di introiettare davvero la realtà di Gaza. “Si parla di tregua, ma da quando è iniziata sono già morti 400 palestinesi. Gli aiuti vengono fermati, privati delle sostanze nutritive perché considerate troppo energetiche. Assistiamo a una volontà di distruzione del popolo di Gaza. È nostro dovere, come esseri umani, non chiudere gli occhi”.
Il ringraziamento al Comune di Termoli per aver concesso il Castello Svevo – definito “un piccolo gioiello della città” – ha aperto l’intervento conclusivo, con la presenza del sindaco, Nico Balice.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come questa mostra sia frutto di un’organizzazione corale: Anpi, Rete della Sinistra, Una Città Invisibile, cittadini e cittadine che hanno scelto di esporsi. “Come ci presenteremo alle generazioni future? – è stato chiesto – A noi è stato rimproverato di aver chiuso gli occhi sulle atrocità naziste, che erano in parte nascoste. Oggi le immagini ci vengono sbattute in faccia e nessuno dice ‘non si può, non si deve’. È possibile tutto questo?”.
Il fanatismo, è stato ribadito, è il nemico da combattere. E proprio per costruire ponti e non muri, l’amministrazione comunale ha annunciato l’avvio del percorso per un gemellaggio con la città di Betlemme, grazie ai contatti avviati con un ingegnere originario di un villaggio vicino. Un gesto simbolico ma concreto, che per le comunità della Cisgiordania rappresenta un modo per non sentirsi abbandonate: scambi culturali, economici, relazioni di fratellanza con territori europei sensibili alla loro causa.
La mostra resta aperta fino al 25 gennaio. Le scuole termolesi potranno visitarla la mattina. Gli organizzatori invitano tutta la cittadinanza, le istituzioni e le realtà religiose a non perdere l’occasione di “vedere con i propri occhi la realtà di Gaza”, perché questa tragedia – è stato detto – “ci riguarda tutti, in quanto parte dell’umanità”.
Emanuele Bracone



