giovedì 12 Febbraio 2026
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Indagine sulla Sati: “Servono misure di garanzia per tutelare azienda, lavoratori e interesse pubblico”

CAMPOBASSO. Indagine sulla Sati, i sindacati: “Servono misure di garanzia per tutelare azienda, lavoratori e interesse pubblico”.
Un’indagine della Procura della Repubblica, condotta dalla Guardia di Finanza, scuote la SATI S.p.A., storica concessionaria del trasporto pubblico in Molise. Le presunte irregolarità nella gestione di biglietti e abbonamenti hanno spinto le organizzazioni sindacali regionali a intervenire con una posizione netta, richiamando principi giuridici, responsabilità gestionali e la necessità di tutelare l’interesse collettivo.
Nel comunicato diffuso dalle segreterie regionali, le parti sociali spiegano che “la gravità dei fatti oggetto di accertamento impone una riflessione sull’opportunità dell’esercizio delle funzioni da parte delle persone indagate, soprattutto laddove ricoprano ruoli di responsabilità”. Una posizione che, sottolineano, viene assunta “nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dall’art. 27 della Costituzione e con assoluta fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze di Polizia”.
Il sindacato richiama il valore del rapporto fiduciario che regge ogni attività lavorativa, ancor più in un servizio pubblico essenziale come il trasporto locale. Da qui il riferimento agli articoli del Codice Civile che regolano diligenza, obbligo di fedeltà, sanzioni disciplinari e recesso per giusta causa (artt. 2104, 2105, 2106 e 2119 c.c.), oltre ai principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.).
Alla luce di questo quadro, le organizzazioni sindacali invitano la Sati a valutare “interventi transitori di garanzia, anche attraverso il temporaneo avvicendamento o la rimodulazione delle funzioni operative e di responsabilità, così da salvaguardare serenità gestionale, trasparenza amministrativa e immagine aziendale fino alla conclusione delle indagini”.
Nel frattempo, una parte dei soci della società avrebbe già manifestato la propria distanza rispetto ai fatti contestati, riservandosi di tutelare la propria posizione anche attraverso la costituzione di parte civile qualora emergessero danni economici o d’immagine. Una scelta che, ricordano i sindacati, è prevista dagli artt. 74 e seguenti del Codice di Procedura Penale.
Le sigle sindacali ribadiscono inoltre che “eventuali responsabilità individuali non devono ricadere sui lavoratori né compromettere l’operatività e la reputazione dell’azienda”, auspicando che ogni iniziativa sia orientata esclusivamente alla tutela della legalità, del servizio pubblico e della fiducia dei cittadini.
Aurelio Di Eugenio (Filt Cgil) ed Emilio Santangelo (Faisa Cisal) confermano che la vicenda sarà seguita passo dopo passo, riservandosi ulteriori iniziative a difesa dei lavoratori e dell’interesse generale, sempre nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.

EB