venerdì 6 Febbraio 2026
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Le Donne Democratiche molisane alzano la voce: «Senza consenso è sempre stupro»

TERMOLI. La Conferenza delle Donne Democratiche del Molise interviene con fermezza dopo quanto accaduto in Commissione Giustizia del Senato, dove la maggioranza ha sostenuto una proposta di modifica delle norme sulla violenza sessuale che, secondo le associazioni femministe e numerosi giuristi, rappresenta un pericoloso arretramento culturale e giuridico.
Per le Donne Dem molisane, il punto è chiaro: rimettere in discussione il principio del consenso significa indebolire la tutela delle vittime e riportare indietro il Paese di decenni.
«Il consenso non è una formula astratta né un dettaglio tecnico – afferma Manuela Vigilante, portavoce regionale – ma il fondamento di un sistema che riconosce l’autodeterminazione delle donne e attribuisce la responsabilità della violenza a chi la compie, non a chi la subisce. Mettere in discussione questo principio significa riaprire la strada alla colpevolizzazione delle vittime e a una cultura che giudica invece di proteggere».
La reazione della società civile non si è fatta attendere. Le piazze si sono riempite grazie alla mobilitazione delle organizzazioni femministe e transfemministe, insieme alle Conferenze delle Donne Democratiche, che hanno denunciato una scelta politica in contrasto con gli impegni internazionali dell’Italia, a partire dalla Convenzione di Istanbul.
«Essere in piazza – prosegue Vigilante – è stato un atto di responsabilità democratica. Quando le istituzioni arretrano, la società civile ha il dovere di farsi sentire. Non possiamo accettare che si torni a mettere in discussione il consenso, né che i diritti delle donne diventino terreno di scambio politico».
Dal Molise arriva quindi un messaggio netto, che non lascia spazio a interpretazioni: i diritti delle donne non sono negoziabili. La Conferenza regionale chiede di fermare ogni tentativo di revisione che indebolisca le garanzie esistenti e di riaffermare una cultura giuridica fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla piena tutela delle persone.
«Su questi temi – conclude Vigilante – non faremo passi indietro. La libertà delle donne non si mette ai voti».

EB