TERMOLI. Una lettera che diventa testimonianza: la famiglia di Pinuccio ringrazia l’“Opera Serena” per l’umanità e la cura.
Una lettera semplice, diretta, profondamente umana. Una di quelle parole che non cercano clamore, ma che finiscono per raccontare molto più di ciò che dicono: raccontano un territorio, le sue fragilità, le sue reti di cura, e soprattutto le persone che ogni giorno sostengono chi attraversa il tratto più difficile della vita. È la lettera che la moglie Emanuela e i figli Domenico, Paola e Fabio hanno voluto indirizzare alla direzione e a tutto il personale della struttura “Opera Serena” di via Napoli 3/A, per ringraziare il dottor Vincenzo Iannaccone e l’intera équipe per l’assistenza prestata a Pinuccio negli ultimi mesi della sua vita.
Una gratitudine che non è forma, ma sostanza: la famiglia parla di professionalità, dedizione, attenzione costante, ma soprattutto di umanità. Racconta di un periodo delicato, di un dolore che disorienta, e di come ogni membro del personale abbia rappresentato un sostegno prezioso, capace di rendere più sereno un cammino inevitabilmente difficile. Nelle loro parole emerge la cura non solo medica, ma emotiva, relazionale, quella che permette a una persona di vivere gli ultimi giorni con dignità e serenità, e ai familiari di non sentirsi soli.
“Le vostre parole di conforto, la gentilezza, l’attenzione verso i suoi bisogni – scrivono – sono state un faro in un periodo di grande smarrimento”. Un riconoscimento che diventa anche un messaggio alla comunità: il lavoro di chi opera in queste strutture non è semplice, spesso invisibile, ma quando è svolto con cuore e competenza lascia un segno profondo. “La vostra professionalità e il vostro cuore hanno fatto la differenza – conclude la famiglia – siete un orgoglio di umanità”. Una testimonianza che non è solo un ringraziamento, ma un atto di verità: in una città come Termoli, dove le relazioni contano e la cura è un valore condiviso, parole così restituiscono dignità al lavoro silenzioso di chi accompagna la vita fino al suo ultimo tratto.
MT

