MOLISE. La delibera n. 2 del 4 gennaio 2026 dell’Asrem consegna una fotografia nitida e impietosa della medicina territoriale molisana: trentatré zone carenti di assistenza primaria distribuite nei tre distretti, un vuoto strutturale che attraversa la regione dall’area urbana di Campobasso fino ai paesi più interni dell’Alto Volturno, passando per il basso Molise.
L’atto mette nero su bianco la mappa completa delle carenze, frutto dei nuovi parametri introdotti.
Il distretto di Campobasso è quello più colpito: Campobasso città conta da sola 10 zone carenti, un dato che ribalta la narrazione secondo cui la crisi dei medici di base sarebbe confinata ai piccoli centri. Attorno al capoluogo si allarga la fascia interna in sofferenza: Cercemaggiore, Guardaregia, Sant’Elia a Pianisi, San Giuliano del Sannio, Spinete e Vinchiaturo, tutti con una zona carente ciascuno, confermando la fragilità di un territorio dove la popolazione anziana e la dispersione geografica rendono la presenza del medico un presidio essenziale. Nel distretto di Termoli la situazione è meno numericamente pesante ma altrettanto significativa: otto zone carenti che disegnano una linea di criticità dalla collina al medio entroterra.
Larino, Ururi, San Martino in Pensilis e Casacalenda restano scoperti, mentre tre ambiti richiedono l’apertura obbligatoria dello studio principale in un comune specifico: Santa Croce di Magliano per l’ambito Santa Croce–Montelongo, Mafalda per Montenero–Mafalda, Guardialfiera per Guardialfiera–Lupara.
È la conferma di un distretto che regge sulla costa ma si svuota appena si sale verso l’interno. Il distretto di Isernia, storicamente il più fragile, registra otto zone carenti, con Agnone che ne conta addirittura due, seguita da Cerro al Volturno, Frosolone e dall’ambito Longano–Pettoranello–Isernia, dove lo studio principale dovrà aprire a Longano. A queste si aggiunge l’ambito di Forlì del Sannio/Isernia, già assegnato e quindi escluso dal bando. È la dorsale montana a mostrare la ferita più profonda: territori distanti, popolazione anziana, difficoltà di attrarre professionisti.
La delibera prevede ora la pubblicazione dell’avviso di mobilità intraziendale e, successivamente, un nuovo provvedimento per eventuali ulteriori carenze non colmate. Ma la sostanza resta: questa mappa non è un elenco tecnico, è la rappresentazione di un Molise che rischia di restare senza presidio medico proprio nei luoghi dove il medico di base è spesso l’ultimo servizio pubblico rimasto.
Una geografia della fragilità che attraversa Campobasso, Termoli e Isernia e che chiama l’Asrem a una risposta rapida, strutturale e non più rinviabile.
EB
