sabato 17 Gennaio 2026
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“Nascere” all’ospedale San Timoteo: una mostra fotografica che rappresenta un inno alla vita

TERMOLI. Stamattina, negli spazi della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Timoteo di Termoli, si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica permanente “Nascere”, realizzata dal fotografo ed editore Stefano Leone su iniziativa del direttore del reparto, dottor Vincenzo Biondelli, e del suo staff. Un appuntamento che ha raccolto medici, operatori sanitari, amministratori, figure del mondo culturale e cittadini, trasformando un luogo di cura in un luogo di riflessione collettiva sulla nascita, sulla responsabilità verso la vita e sulla rinascita di un presidio ospedaliero che negli ultimi anni ha vissuto un percorso di rilancio.

L’evento, a cui hanno partecipato anche il direttore sanitario Francesca Tana e i primari di altri reparti, Valerio Caracino, Gianludovico Magri e Nicola Rocchia, si è aperto con l’intervento di Stefano Leone, che ha ringraziato il pubblico, il dottor Biondelli e tutto il personale del reparto per aver reso possibile un’iniziativa che definisce “un omaggio sempre vivo alle nuove vite”. Leone ha spiegato la scelta del titolo “Nascere”, legandola all’idea che ogni nuova vita impone una riflessione e rappresenta un nuovo punto di partenza per tutti. Ha sottolineato come la mostra non sia un semplice allestimento estetico, ma un modo per accompagnare le famiglie in un momento decisivo della loro esistenza, offrendo uno sguardo artistico che restituisce dignità e profondità al miracolo della nascita. Ha salutato il sindaco di Termoli, presente in sala, e ha dato la parola al giornalista Stefano Zurlo.

Zurlo ha aperto il suo intervento con una nota ironica sui cognomi simili tra lui e Leone, precisando che non sono parenti e che il valore del fotografo sta nella sua capacità di “arrivare a tutti direttamente” attraverso le immagini. Entrando nella sala, ha raccontato di essere stato colpito da una fotografia raffigurante una donna che sembra pregare, un’immagine che gli ha immediatamente richiamato alla mente la tradizione iconografica della natività. Ha osservato come la cultura della nascita sia diventata estranea alla vita quotidiana e come la società italiana viva una difficoltà crescente nel rapporto con la vita stessa. “Siamo abituati a vedere le natività nei musei e nelle chiese, ma non nella realtà”, ha detto, sottolineando come la mostra riporti la nascita al centro della vita concreta.

Zurlo ha poi affrontato il tema della crisi demografica italiana, ricordando che nel 1964 nacquero un milione di bambini, mentre oggi le nascite sono scese a circa 370.000, con una discesa definita “inarrestabile”. Ha evidenziato come questa tendenza non sia più solo un problema culturale, ma anche economico, sociale e politico, citando gli effetti sul sistema previdenziale e sulla struttura della società. Ha definito la mostra un gesto controcorrente, capace di riportare al centro dedizione, maternità e responsabilità verso il futuro. Ha parlato della maternità come atto di dedizione e sacrificio, richiamando la natività come simbolo universale. Ha citato un’immagine all’ingresso raffigurante un battesimo e ha descritto la sequenza delle fotografie: mamme, pance, padri, abbracci, lacrime, tutti elementi che raccontano la complessità e la bellezza della nascita. Ha definito l’evento un segnale di riscatto e un gesto controcorrente rispetto al politically correct, ribadendo che fare un figlio è un atto d’amore e non un fatto economico. Ha concluso ringraziando Leone e auspicando che la mostra possa viaggiare e diffondere un messaggio culturale contro l’inverno demografico.

Il sindaco di Termoli, Nico Balice, ha preso la parola ringraziando Leone, Zurlo e il dottor Biondelli. Ha definito difficile intervenire dopo Zurlo e ha sottolineato la rinascita dell’ospedale San Timoteo, attribuendola non solo alla politica ma soprattutto ai medici che stanno riportando il nosocomio verso l’eccellenza. Ha citato reparti come cardiologia, medicina, chirurgia e radiologia come esempi di attrattività crescente. Ha affermato che l’aumento delle presenze in ospedale non indica più malattia, ma fiducia nelle cure. Ha parlato di un ospedale che “sembrava vecchio, quasi chiuso” e che oggi è invece un luogo che attrae, dove si nasce di più e dove i cittadini si sentono curati con competenza e passione. Ha concluso ringraziando tutti per il lavoro svolto e per il clima di collaborazione che sta contribuendo alla rinascita del San Timoteo.

Biondelli ha illustrato la genesi dell’iniziativa, raccontando che l’idea della mostra era nata quasi come una follia, ma radicata nel desiderio di celebrare la nascita e, insieme, la rinascita del reparto. Ha parlato di un “semino” lasciato da chi lo ha preceduto, oggi diventato una pianta in crescita grazie ai lavori di ristrutturazione e modernizzazione. Ha ringraziato collaboratori, direzione sanitaria e istituzioni, ribadendo l’impegno per qualità e sicurezza delle cure rivolte a donne, mamme e neonati. Ha sottolineato che la mostra è solo una delle tante iniziative che il reparto sta portando avanti per migliorare l’accoglienza e la qualità dei servizi. Ha concluso ringraziando tutto il personale per la dedizione quotidiana e per l’amore costante che “riverberano nella vita e con la vita”.

Il musicista Marco Zurzolo, ospite dell’evento, ha offerto un contributo musicale e un breve intervento sulla cultura dell’accoglienza del Sud, riconoscendo nel Molise e in Termoli la stessa umanità che caratterizza Napoli. Ha affermato che senza il lavoro quotidiano delle collaboratrici e dei medici, nulla sarebbe possibile. Ha poi aggiunto una riflessione sull’accoglienza del Sud, riconoscendo nel Molise e in Termoli la stessa umanità che caratterizza Napoli. Ha eseguito brani musicali, tra cui “Terra mia”, spiegando che il titolo richiama il legame profondo con le proprie radici e con la cultura meridionale. Ha ricordato che la cultura del Sud – nei suoni, nei gesti, nella solidarietà spontanea – è ciò che il mondo riconosce come “Italia”. Ha concluso ringraziando il reparto per l’accoglienza e per l’opportunità di partecipare a un evento che celebra la vita.

La parte conclusiva è stata affidata a padre Vincenzo, che ha proposto una riflessione sulla natività come modello universale di amore e protezione. Ha parlato dell’importanza dell’ascolto e ha definito l’intervento di Zurlo una vera e propria omelia. Ha richiamato la natività come modello di amore, difficoltà e protezione. Ha affermato che il vero problema non è economico ma la capacità di amare un figlio. Ha ricordato il suo passato al San Timoteo e ha impartito una benedizione al reparto, al personale e ai bambini. Ha concluso con una preghiera e con un invito a riconoscere il valore dell’accoglienza e del rapporto umano nella cura.

L’evento si è concluso con un ultimo brano musicale di Zurzolo e con i ringraziamenti finali a Stefano Zurlo, in partenza per Milano. Leone ha ribadito che il successo della giornata è merito delle nuove vite che il reparto accoglie e della dedizione del personale guidato dal dott. Biondelli. Il pubblico è rimasto in sala per alcuni minuti, osservando le fotografie e scambiando impressioni con gli autori e con il personale del reparto.

La mostra “Nascere” rimarrà esposta in modo permanente nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Timoteo, diventando parte integrante del percorso di accoglienza delle famiglie. Un’iniziativa che unisce arte, medicina e comunità, restituendo centralità alla nascita e alla responsabilità collettiva verso la vita.

Emanuele Bracone