CAMPOBASSO. Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre scorsi all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Al centro dell’attenzione degli inquirenti c’è il pasto consumato la sera del 23 dicembre nell’abitazione di Pietracatella, che potrebbe contenere elementi utili a chiarire le cause del decesso.
La Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano e su delega della Procura di Campobasso, sta ascoltando il personale sanitario del Cardarelli e i familiari delle due vittime, considerati persone informate sui fatti. L’ipotesi iniziale parla di tossinfezione alimentare, anche se resta ancora sconosciuta la tossina responsabile della tragedia.
Un passaggio cruciale dell’inchiesta è atteso per il 28 gennaio a Bari, presso il Laboratorio di Campionamento dell’Unità operativa di Anatomia Patologica del Policlinico. Qui saranno eseguiti nuovi accertamenti disposti dal medico legale della Procura di Campobasso, dottoressa Benedetta Pia De Luca, che lo scorso 31 dicembre ha eseguito le autopsie sui corpi di madre e figlia. Le operazioni peritali comprenderanno l’analisi macroscopica e il campionamento di organi prelevati durante l’esame irripetibile.
Ulteriori risposte si attendono dai Centri antiveleni coinvolti, in particolare da Pavia, dove i campioni biologici sono sottoposti a verifica per individuare eventuali sostanze nocive. Al momento, cinque medici risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta.
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