TERMOLI. Un anno di memoria, spiritualità e partecipazione che intreccia la storia locale con una delle ricorrenze più significative della cristianità. È stato presentato questa mattina, nella cappella retrostante la Chiesa di San Francesco, il programma ufficiale degli eventi per il 50° anniversario della Parrocchia di San Francesco di Termoli (1976–2026), che coincide con gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Una doppia ricorrenza che accompagnerà la comunità cittadina per gran parte del 2026, dal 2 febbraio fino al 4 ottobre, festa del Santo di Assisi.
Alla conferenza stampa hanno preso parte Padre Paolo Cuvino, parroco e superiore del Convento di San Francesco, l’avvocato Michele Cocomazzi in rappresentanza del Comitato organizzativo, Federico Valente, presidente della Fondazione Millennium, Lino Spagnuolo, presidente di Avis Termoli, ed Ettore Fabrizio. Presente anche l’amministrazione comunale con il sindaco di Termoli Nico Balice e le assessore Paola Cecchi e Mariella Vaino, a testimonianza del coinvolgimento diretto del Comune in un percorso che va ben oltre la dimensione strettamente parrocchiale.
Padre Paolo Cuvino ha sottolineato come il cinquantesimo anniversario della parrocchia rappresenti un passaggio importante non solo per la comunità dei frati e dei fedeli, ma per l’intero quartiere e per la città. «San Francesco – ha ricordato – non è soltanto una figura religiosa, ma un riferimento umano e spirituale universale. Questo anniversario ci offre l’occasione di rileggere cinquant’anni di vita parrocchiale alla luce del suo messaggio di pace, fraternità e attenzione agli ultimi».
Il programma illustrato nel corso dell’incontro si articola in più sezioni e coinvolgerà realtà ecclesiali, culturali, associative e istituzionali. Gli eventi religiosi costituiranno l’ossatura del percorso, con celebrazioni liturgiche dedicate al cinquantesimo della parrocchia, momenti di preghiera e approfondimento sulla spiritualità francescana e iniziative legate al cammino dell’anno giubilare, pensate per favorire una partecipazione ampia e trasversale.
Accanto alla dimensione spirituale, ampio spazio sarà riservato agli eventi culturali, con conferenze, incontri pubblici e testimonianze dedicate alla storia della parrocchia di San Francesco e al suo ruolo nel tessuto cittadino. Non mancheranno presentazioni editoriali e appuntamenti pensati per valorizzare la memoria collettiva del quartiere e della città di Termoli, in un dialogo costante tra passato e presente.
Particolarmente ricca anche la sezione dedicata agli eventi artistici e musicali, che comprenderà concerti, rassegne corali e performance ispirate alla tradizione francescana, oltre a mostre e installazioni realizzate in collaborazione con associazioni e realtà culturali del territorio. Un linguaggio, quello dell’arte, capace di parlare a pubblici diversi e di rendere attuale il messaggio di San Francesco anche al di fuori dei contesti strettamente religiosi.
Incontro che proponiamo integralmente in video.
Non meno rilevante l’aspetto sociale e collaborativo del programma. Sono previste attività con le associazioni locali, tra cui AVIS Termoli, il coinvolgimento delle scuole, dei gruppi parrocchiali e di numerose realtà cittadine. Centrale anche la collaborazione con la Fondazione Millennium e con il Comune di Termoli, in un’ottica di rete che punta a fare dell’anniversario un patrimonio condiviso.
Nel corso degli interventi è emersa con chiarezza l’idea di un percorso lungo otto mesi, capace di valorizzare il ruolo storico dei frati francescani nella vita cittadina e il legame profondo tra la comunità termolese e la figura del Santo di Assisi. Un cammino che unisce la memoria locale a una ricorrenza di respiro universale, trasformando il cinquantesimo anniversario della parrocchia in un’occasione di riflessione collettiva, partecipazione e apertura alla città.
Il calendario dettagliato degli eventi sarà diffuso nelle prossime settimane, ma l’obiettivo dichiarato è già chiaro: fare del 2026 un anno capace di lasciare un segno duraturo, non solo nella storia della Parrocchia di San Francesco, ma nel vissuto culturale e sociale di Termoli.
Emanuele Bracone


