mercoledì 11 Febbraio 2026
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Qualità dell’aria a Termoli: ultimo trimestre del 2025 senza sforamenti

TERMOLI. L’ultimo trimestre del 2025 si chiude senza superamenti dei limiti di legge sulla qualità dell’aria nel territorio comunale di Termoli, ma i dati confermano una dinamica ormai consolidata: nei mesi invernali la situazione peggiora, soprattutto sul fronte delle polveri sottili. È il quadro che emerge dal report periodico relativo ai mesi di ottobre, novembre e dicembre, basato sui dati del sistema europeo Copernicus e sulle elaborazioni SmartMuni.

Nel complesso, l’Indice di Qualità dell’Aria (IQA) si è attestato prevalentemente nelle classi “buono” e “ottimo”, soprattutto nei mesi di ottobre e novembre. In questo periodo le concentrazioni di PM10, PM2.5, biossido di azoto, ozono e anidride solforosa sono rimaste ampiamente sotto le soglie di legge, restituendo un quadro stabile e senza particolari criticità. Una situazione favorita anche dalle condizioni meteorologiche più dinamiche, con piogge e ventilazione che hanno contribuito alla dispersione degli inquinanti.

Il quadro cambia in maniera evidente a dicembre. Con l’arrivo delle temperature più basse e di condizioni atmosferiche più stabili, l’IQA registra un peggioramento, con diverse giornate classificate come “moderate”. A incidere sono soprattutto le polveri sottili: il PM10 supera in più occasioni i 30 microgrammi per metro cubo, mentre il PM2.5 si colloca frequentemente oltre i 20. Valori che restano sotto i limiti normativi, ma che segnano comunque un aumento significativo rispetto ai mesi precedenti.

Il report conferma che le principali pressioni sulla qualità dell’aria a Termoli non arrivano da fonti industriali, ma sono legate in larga parte alla mobilità urbana e al riscaldamento civile. L’analisi delle concentrazioni orarie mostra infatti che le fasce più critiche coincidono con le ore del mattino e della sera, quando il traffico veicolare è più intenso e gli impianti di riscaldamento domestico sono in funzione. Una dinamica tipica delle città di medie dimensioni, che si ripete con regolarità ogni inverno.

Sul fronte degli altri inquinanti, la situazione resta sostanzialmente sotto controllo. Il biossido di azoto presenta valori contenuti, segno che il traffico, pur incidendo sulle polveri sottili, non genera concentrazioni elevate di NO2. L’ozono, come previsto nel periodo invernale, mantiene livelli bassi, mentre anidride solforosa e monossido di carbonio non mostrano criticità rilevanti.

Anche i dati meteorologici aiutano a leggere l’andamento del trimestre. Novembre è stato caratterizzato da precipitazioni più frequenti, che hanno contribuito a mantenere l’aria più pulita. Dicembre, al contrario, ha fatto registrare meno pioggia, temperature più rigide e scarsa ventilazione: condizioni ideali per l’accumulo degli inquinanti, soprattutto delle polveri fini. Un fattore naturale che però non può essere considerato un alibi, perché amplifica criticità già note.

Nel complesso, Termoli si colloca su livelli di qualità dell’aria migliori rispetto a molte realtà urbane italiane. Il dato è positivo e va riconosciuto. Allo stesso tempo, il report mette in evidenza un margine di miglioramento tutt’altro che trascurabile. Il fatto che non si superino i limiti di legge non significa che la situazione sia ottimale, soprattutto se si considera l’impatto cumulativo degli inquinanti sulla salute, in particolare per le fasce più fragili della popolazione.

I dati sull’IQA e le indicazioni sanitarie associate ricordano che anche livelli “buoni” o “moderati” possono avere effetti su bambini, anziani e persone con patologie respiratorie o cardiache. È un aspetto che chiama in causa non solo le politiche ambientali, ma anche quelle sanitarie e sociali, e che rende la qualità dell’aria una questione strutturale, non emergenziale.

Il report del quarto trimestre 2025 consegna quindi un messaggio chiaro: Termoli regge, ma l’inverno continua a essere il punto debole. Le criticità sono note e ricorrenti, e riguardano soprattutto traffico, mobilità urbana, riscaldamento degli edifici e organizzazione degli spazi cittadini. I dati ci sono, le tendenze pure. La differenza, ora, la fanno le scelte. Perché se è vero che i limiti non vengono superati, è altrettanto vero che respirare meglio resta un obiettivo ancora aperto.

EB