CAMPOBASSO. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dal Comitato Pro Cardarelli, da Cittadinanzattiva Molise e da un gruppo di cittadini contro i provvedimenti commissariali che ridisegnano la rete dell’assistenza ictus e politrauma in Molise. La decisione, adottata l’8 gennaio e pubblicata il giorno successivo, conferma integralmente la posizione del TAR Molise e lascia pienamente efficaci gli atti del Commissario ad acta.
La vicenda ruota attorno ai decreti che negli ultimi mesi hanno ridisegnato l’organizzazione dell’emergenza-urgenza regionale. I ricorrenti avevano contestato la presunta mancanza di una regolazione chiara della rete politrauma, ritenuta strettamente collegata alla riorganizzazione della rete ictus. Ma i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che il più recente decreto commissariale intervenga proprio sugli aspetti oggetto di critica, ridimensionando così il presunto pregiudizio lamentato.
Un elemento determinante è rappresentato dal calendario processuale già fissato dal TAR Molise: il 14 gennaio si discuterà la parte cautelare relativa alla rete politrauma, mentre il 25 marzo si entrerà nel merito della riorganizzazione della rete ictus. Per il Consiglio di Stato, queste scadenze ravvicinate escludono l’esistenza di un danno grave e irreparabile tale da giustificare la sospensione immediata degli atti.
Oltre al rigetto dell’appello, l’ordinanza prevede una condanna alle spese particolarmente pesante: oltre 10 mila euro complessivi da versare all’Avvocatura dello Stato, all’Azienda Sanitaria Regionale del Molise e all’Istituto Neuromed. Una decisione che pesa sui ricorrenti e che segna un passaggio significativo nella complessa battaglia legale attorno alla riorganizzazione sanitaria regionale.
La partita, però, non è chiusa. Il nodo centrale, la legittimità dell’intero impianto di riforma della rete sanitaria, sarà affrontato nel merito a marzo, quando il TAR Molise sarà chiamato a pronunciarsi in modo definitivo.
AZ
