CAMPOBASSO. Sulla sanità molisana l’opposizione accusa la maggioranza. Salvatore: “Svaniscono come neve al sole”. Romano: “Serve una mobilitazione generale”
Nel Consiglio regionale dell’8 gennaio è esploso nuovamente il nodo più profondo e irrisolto del Molise: la Sanità pubblica, il commissariamento che dura da 17 anni, i tagli che continuano a comprimere i servizi essenziali, la distanza crescente tra territori e decisioni romane.
A guidare l’affondo è stata la consigliera Alessandra Salvatore, che ha ricostruito la dinamica della giornata parlamentare:
“Nel Consiglio dell’8 gennaio abbiamo stanato Roberti e la sua maggioranza: fingono di essere contrari alle ipotesi di nuovi tagli alla Sanità pubblica, ma quando si prospetta la possibilità di formalizzare indirizzi alternativi, svaniscono come fiocchi di neve al sole”.
L’opposizione aveva infatti presentato una mozione per chiedere alla maggioranza di lavorare insieme – con il supporto della struttura tecnico-amministrativa della Regione e di esperti individuati ad hoc – a una proposta alternativa di Programma Operativo 2026-2028, fondata su un mandato preciso: tutela e potenziamento dei reparti salva-vita degli ospedali molisani.
Salvatore ha ricordato come, pur non potendo legiferare in materia sanitaria a causa del commissariamento, il Consiglio regionale possa comunque elaborare e trasmettere ai Ministeri una proposta ufficiale, purché coerente con il Piano di rientro.
Ma la risposta della maggioranza, arrivata dopo quasi un’ora di sospensione, è stata – secondo la consigliera – inequivocabile:
“La risposta è stata un chiaro e secco NO. L’apertura di qualche ora prima, diffusa tramite gli organi di informazione, alla prospettiva di ridisegnare in maniera condivisa la Sanità pubblica molisana era solo di facciata. Niente più alibi per questo Governo regionale: è in perfetta sintonia con Ministeri e struttura commissariale”.
Accanto a lei, il consigliere Massimo Romano ha rilanciato con un appello che guarda oltre l’Aula, chiamando in causa l’intero territorio:
“I tempi sono maturi per una mobilitazione generale, a partire dai sindaci, contro il commissariamento e i tagli indiscriminati che Roma continua a imporre al nostro servizio sanitario”.
Romano ha poi aggiunto un passaggio politico diretto alla Giunta regionale:
“Mi auguro che la Regione, la Giunta Roberti, si ponga alla testa di questa iniziativa, per denunciare uno scandalo che dura da 17 anni e ha creato più danni di quanti ne abbia risolti, a danno degli utenti, dei contribuenti, delle imprese e dell’intero sistema regione”.
EB
