venerdì 13 Febbraio 2026
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Sanità, il Molise chiede equità: l’intervento di Michele Iorio all’incontro “Il grande malato”

TERMOLI. Nell’Aula Adriatica dell’Università del Molise, durante l’iniziativa “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia” promossa da Cgil Molise e Ali Comuni Molisani, l’assessore regionale ai Rapporti con i Ministeri per l’attuazione del Piano di rientro sanitario, Michele Iorio, ha portato una testimonianza netta, densa e politica sulla condizione della sanità molisana. Un intervento che ha intrecciato numeri, principi costituzionali e vent’anni di scelte nazionali che – secondo l’Assessore – hanno progressivamente marginalizzato territori piccoli e fragili come il Molise.
Rivolgendosi direttamente a Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, Iorio ha posto il punto di partenza: «Il Molise è la regione più piccola d’Italia, con caratteristiche territoriali e demografiche uniche, che non trovano adeguata considerazione nei criteri nazionali di riparto del Fondo Sanitario Nazionale». Oggi il 97,5% delle risorse viene distribuito sulla base della sola quota capitaria, un meccanismo che – ha spiegato – penalizza territori con popolazione ridotta ma rete comunale estesa: 136 comuni, gli stessi della Basilicata, che però ha il doppio degli abitanti. «Garantire servizi essenziali con risorse strutturalmente insufficienti è diventato impossibile».
Iorio ha poi richiamato una contraddizione di sistema: il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e, dall’altra parte, l’introduzione del pareggio di bilancio che ha subordinato i diritti fondamentali all’equilibrio dei conti. «Una stortura che va affrontata con coraggio», ha detto, ricordando anche una recente sentenza della Corte Costituzionale che rafforza questa lettura.
Nel suo intervento ha ripercorso la storia dei meccanismi di finanziamento, dalla scomparsa del fondo di riequilibrio per il Mezzogiorno alla narrazione che ha diviso l’Italia tra “regioni canaglia” e “regioni virtuose”, salvo poi scoprire che i correttivi hanno spesso favorito altri territori. «Oggi il Molise non dispone di un fondo sanitario adeguato ai bisogni reali del proprio territorio».


Uno dei passaggi più duri ha riguardato il commissariamento, che grava sulla sanità molisana da oltre 16 anni: «Ci viene chiesto di migliorare le prestazioni tagliando le risorse all’Asrem. È una logica che non sta né in cielo né in terra e che danneggia i cittadini». Da qui l’appello a Roma: «Basta tagli alla sanità pubblica». E un monito: «Non è accettabile che mentre il sistema pubblico soffre, il privato resti intoccabile».
Guardando al futuro, Iorio ha indicato tre direttrici: rivedere i fondi, riorganizzare il sistema sanitario regionale e rafforzare il legame con l’Università del Molise, anche attraverso l’integrazione della Facoltà di Medicina e la creazione di un ospedale universitario.
La conclusione è stata netta: «La linea del Governo regionale è chiara: migliorare il sistema sanitario pubblico, renderlo più giusto, più vicino ai territori e realmente capace di garantire il diritto alla salute a tutti i molisani».

EB