TERMOLI. È diventato ormai un appuntamento fisso nel calendario della Diocesi di Termoli-Larino quello con la Settimana per la Vita, giunta alla sua quinta edizione e in programma dal 1° all’8 febbraio, con un’appendice l’11 febbraio in occasione della Giornata mondiale del malato. L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro pubblico da don Antonio Giannone, Giovanni Fabrizio, direttore della Pastorale della Salute, ed Elda Della Fazia, responsabile dell’Ambulatorio solidale Caritas.
Ad aprire i lavori è stato don Antonio Giannone, che ha rivolto un ringraziamento ai presenti e portato il saluto del vescovo monsignor Claudio Palumbo, alla sua prima Settimana per la Vita nella diocesi, a pochi giorni dal primo anniversario del suo ingresso ufficiale. «Non si tratta soltanto di un appuntamento ricorrente – ha sottolineato – ma di un percorso condiviso che mette al centro la persona e la cura delle relazioni, con uno sguardo particolare alle fragilità».
Nel suo intervento, don Giannone ha annunciato anche una novità assoluta, destinata a caratterizzare il cammino pastorale dei prossimi mesi: la nascita del Centro Spes, un “centro di speranza” che vivrà la sua serata di lancio il 6 febbraio. Non un progetto tematico o emergenziale, ma un luogo pensato come spazio stabile di incontro, relazione e condivisione. «Oggi – ha spiegato – mancano sempre più i luoghi di vita, soprattutto per i giovani e per una fascia d’età molto ampia che va ben oltre l’adolescenza. Il Centro SPES nasce per restituire senso all’esperienza umana attraverso dinamiche relazionali, momenti aggregativi e proposte costruite da un gruppo di giovani trentenni, provenienti da mondi e competenze diverse». La serata inaugurale sarà strutturata come un evento partecipato, con aperitivo, dinamiche di gruppo, momenti di intrattenimento e corner tematici.
È poi intervenuto Giovanni Fabrizio, che ha illustrato nel dettaglio il programma della Settimana per la Vita, ricordando come l’iniziativa si apra sabato 1° febbraio con la Messa per la Vita nella chiesa di San Timoteo, animata dal Movimento per la Vita, durante la quale verranno raccolti fondi in numerose parrocchie della diocesi a sostegno delle attività a tutela della maternità e della vita nascente. La settimana si concluderà sabato 8 febbraio con la Messa per i malati nella chiesa di San Francesco, anticipando la ricorrenza dell’11 febbraio, e sarà presieduta dal vescovo Palumbo con la partecipazione dell’Unitalsi.
Tra gli appuntamenti centrali, Fabrizio ha richiamato il lavoro nelle scuole, con incontri rivolti ai ragazzi del catechismo, delle elementari e delle medie, e il concorso “Dai colori alla vita”, che culminerà in una premiazione accompagnata dal messaggio del Movimento per la Vita e dalla testimonianza delle famiglie che usufruiscono del servizio di doposcuola attivo presso la Caritas.
Particolare rilievo assume anche l’incontro del 4 febbraio con parroci e ministri straordinari della comunione, pensato come momento di raccordo tra territorio e servizi diocesani. «Le parrocchie – ha spiegato – sono una vera antenna sociale: attraverso i ministri che entrano nelle case possiamo intercettare bisogni sanitari e sociali spesso invisibili». In quell’occasione verranno illustrate le modalità di accesso all’Ambulatorio solidale Caritas, inaugurato due mesi fa, e all’Armadio farmaceutico, attivo da anni, oltre a lanciare un primo tentativo di censimento delle disabilità presenti sul territorio.
Non mancherà, come ogni anno, un momento di preghiera dedicato a chi si prende cura degli altri: venerdì, presso l’ospedale San Timoteo, si terrà la preghiera per i curanti, con un collegamento nazionale con altre Pastorali della Salute d’Italia.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla raccolta del farmaco, in programma dal 10 al 16 febbraio, con il coinvolgimento di nove farmacie tra Termoli, Larino, Campomarino e Montenero di Bisaccia. «Donare un farmaco – ha rimarcato Fabrizio – significa anche garantire che arrivi davvero a chi ne ha bisogno. Come diocesi assicuriamo il controllo di tutta la filiera, dalla raccolta alla distribuzione». Saranno circa 50 i volontari impegnati, con il picco di presenze nella giornata di sabato 14 febbraio.
A chiudere gli interventi è stata Elda Della Fazia, che ha ribadito l’importanza del coinvolgimento dei ministri straordinari della comunione: «Sono spesso loro i primi a entrare nelle case e a intercettare situazioni di malattia, disabilità e disagio. Vogliamo offrire strumenti chiari su come segnalare i bisogni e su cosa la rete diocesana può concretamente garantire». Un ringraziamento è stato infine rivolto alle associazioni presenti, ai volontari parrocchiali, ai medici e agli infermieri che prestano servizio gratuito nell’ambulatorio solidale, costruendo ogni giorno una risposta concreta ai bisogni di cura e dignità delle persone più fragili.
