mercoledì 11 Febbraio 2026
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Sindaci in prima linea per la sanità, Notarangelo: “La rinascita della sinistra passa dai suoi amministratori”

CAMPOBASSO. La mobilitazione guidata da Piero Castrataro nelle ultime settimane non è, secondo Sinistra Italiana, una semplice protesta. È un atto politico pieno, capace di incrinare l’apatia e il silenzio che da troppo tempo avvolgono l’emergenza sanitaria molisana. A sostenerlo è il segretario regionale Vincenzo Notarangelo, che legge nelle iniziative del sindaco di Isernia un cambio di passo netto nel dibattito pubblico.
Per Notarangelo, l’azione messa in campo dai sindaci progressisti “si dimostra più concreta delle promesse del centrodestra locale”, promesse che — afferma — si sono infrante contro una presunta filiera istituzionale con Roma che “nei fatti non ha prodotto alcun miglioramento per gli ospedali molisani”.
Castrataro, però, non sarebbe un caso isolato. Il segretario di SI individua in lui la punta avanzata di un fronte civico e amministrativo che sta assumendo, fuori dai palazzi regionali, il ruolo di vera opposizione a una maggioranza giudicata “inerme di fronte alla crisi sanitaria”. Un fronte composto da sindaci che vivono quotidianamente le difficoltà dei territori e che, proprio per questo, stanno riportando al centro dell’agenda politica il tema della sanità pubblica.
Notarangelo ricorda come il destino del Molise sia legato indissolubilmente alla tenuta dei presidi di Isernia, Venafro, Agnone, Campobasso, Termoli e Larino. E avverte: senza una rete ospedaliera funzionante, non c’è futuro possibile per la regione.
Da qui la sua conclusione: se il centrosinistra vuole tornare forza di governo, deve ripartire da chi oggi interpreta con credibilità e spirito di servizio i valori progressisti. Figure come Castrataro, Saia, Ciccone e i tanti giovani amministratori che, nei comuni grandi e piccoli, stanno ricostruendo un rapporto diretto con le comunità e riportando la politica sul terreno della realtà.

EB