lunedì 26 Gennaio 2026
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Termoli, sicurezza in crisi: una scia di episodi accende l’allarme in città

TERMOLI. Una sequenza di episodi ravvicinati, diversi per dinamica ma accomunati da un crescente livello di tensione, riporta al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza urbana. Troppi, e troppo concentrati nel tempo, i fatti avvenuti negli ultimi giorni. L’ultimo in ordine cronologico si è verificato intorno alle 5 del mattino di ieri: un investimento che, secondo le prime valutazioni, potrebbe non essere stato accidentale. Un episodio grave, ora al vaglio delle forze dell’ordine, che si inserisce in una scia preoccupante.

Nel giro di appena dieci giorni, infatti, si contano almeno quattro ulteriori aggressioni o zuffe, avvenute in zone diverse della città e con il coinvolgimento di persone di età e nazionalità differenti, uomini e donne. Un quadro frammentato ma tutt’altro che casuale, che restituisce l’immagine di una conflittualità diffusa, non più confinata a singoli episodi isolati.

Il primo fronte di tensione si è registrato nell’area del parcheggio della Madonna delle Grazie, dove una lite — secondo quanto emerso — avrebbe coinvolto esclusivamente donne, degenerando rapidamente dal confronto verbale allo scontro fisico. Poco distante, nel parchetto di via Panama, un altro episodio analogo ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, segno di un clima tutt’altro che sereno, anche in spazi pensati per la socialità e il tempo libero.

Non va meglio nella zona del Terminal bus di via Martiri della Resistenza, dove almeno tre persone sarebbero rimaste coinvolte in una lite particolarmente animata, anche in questo caso non limitata alle parole. Un’area strategica per la mobilità cittadina che, soprattutto nelle ore serali e notturne, sembra diventare terreno fertile per situazioni di degrado e conflitto.

L’ultimo episodio, in ordine di tempo prima dell’investimento di ieri mattina, si è verificato nei pressi del supermercato Lidl di via Sandro Pertini. Qui il confronto avrebbe assunto toni ancora più preoccupanti, con l’utilizzo di una mazza, elemento che fa salire ulteriormente il livello di allarme e richiama l’attenzione sulla potenziale pericolosità di alcune dinamiche ormai ricorrenti.

Tutti gli accadimenti sono attualmente al vaglio delle Forze dell’ordine, che stanno ricostruendo le dinamiche e verificando eventuali collegamenti tra i vari episodi. Al momento non si parla di un’unica matrice, ma la frequenza e la distribuzione geografica degli eventi pongono interrogativi seri sulla tenuta della cosiddetta “pace sociale” in città.

Al di là delle singole responsabilità, emerge con forza un dato: Termoli sta vivendo una fase di tensione diffusa, che attraversa quartieri diversi e coinvolge contesti eterogenei. Una situazione che chiama in causa non solo il controllo del territorio, ma anche politiche di prevenzione, presidio sociale e gestione degli spazi urbani, affinché episodi di questo tipo non diventino la normalità.

La percezione di insicurezza cresce, e con essa la richiesta- sempre più esplicita- di risposte chiare e coordinate. Perché quando gli episodi non sono più sporadici, ma si susseguono con questa rapidità, il problema non può più essere archiviato come emergenza occasionale.