GUARDIALFIERA. La circumlacuale del lago di Guardialfiera non è più un’ipotesi né un esercizio di immaginazione amministrativa: è un progetto finanziato, definito, condiviso da cinque comuni e pronto a trasformarsi in cantiere. In una sala gremita, tra amministratori, tecnici e cittadini, è emersa con chiarezza la portata di un’opera che non riguarda solo Guardialfiera, ma l’intero sistema territoriale che dal Liscione si estende verso Larino, Casacalenda, Lupara e Palata. Un’opera che nasce da un’emergenza – il terremoto del 2018, quando Guardialfiera si ritrovò isolata, con strade chiuse e collegamenti interrotti – e che oggi diventa visione politica, infrastruttura strategica, investimento sulla qualità della vita e sulla capacità del Molise di non subire le scelte, ma di costruirle.
Il sindaco di Guardialfiera, Vincenzo Tozzi, ha ricordato quel momento fondativo: «Quel giorno ci ritrovammo senza strade, costretti ad arrampicarci nei boschi per raggiungere la viabilità. Fu allora che capii che la vecchia circumlacuale non poteva restare abbandonata. Dovevamo riprenderla, ricucirla, trasformarla in un’opportunità». Il primo finanziamento arrivò con la giunta Toma, ma non bastò. La svolta è arrivata con l’attuale presidente della Regione, Francesco Roberti, che ha riconosciuto l’opera come strategica per la coesione territoriale e ha garantito le risorse FSC necessarie. «Se vogliamo una regione che cresce, dobbiamo investire su opere che generano sviluppo reale. E questa circumlacuale è una scelta di futuro, non un semplice intervento viario», ha affermato Roberti. I fondi di Sviluppo e Coesione, nati per ridurre i divari territoriali, trovano qui una delle applicazioni più coerenti: un’infrastruttura che tutela l’ambiente, valorizza il turismo lento, rafforza la sicurezza viaria e crea opportunità economiche.
Il progetto, illustrato dall’architetto Nicola Guglielmi, capogruppo del raggruppamento Guglielmi Planning, è un intervento complesso e articolato: 32,9 km di viabilità recuperata, materiali drenanti ed ecocompatibili, aree di sosta attrezzate, belvedere, punti fuoco, percorsi ciclo-pedonali, illuminazione a basso impatto, cartellonistica in corten, bat-box, punti per il birdwatching, monitoraggio faunistico biennale. Il ponte Cervaro sarà completamente recuperato con una nuova passerella ciclopedonale in acciaio bianco, mentre un rudere storico diventerà un trabucco-belvedere affacciato sul lago. Le aree in frana saranno mitigate con tecniche di ingegneria naturalistica, drenaggi e ripristino delle opere idrauliche. Tutto senza consumare nuovo suolo: si recupera ciò che già esiste, si mette in sicurezza, si rende fruibile.
Gli interventi dei sindaci hanno restituito la dimensione collettiva dell’opera: la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, ha ricordato come le migliori terre agricole e le nuove attività stiano nascendo proprio verso il lago; la sindaca di Palata, Maria Di Lena, ha rivendicato il ruolo storico del Liscione nella propria identità; l’assessora di Larino, Iolanda Giusti, ha richiamato la necessità di superare i campanilismi e costruire sviluppo integrato. Poi la voce più anziana della sala, che ha percorso quella strada prima della diga e del ponte, ha ricordato l’abbandono troppo rapido della vecchia viabilità: «Vedo realizzare un pensiero che ho avuto per cinquant’anni». Un passaggio che ha dato alla serata una profondità emotiva rara. Il presidente Roberti ha richiamato le difficoltà finanziarie del Molise, unico territorio italiano senza equilibrio di bilancio fino al 2025, e ha ribadito: «Siamo noi amministratori a dover risolvere i problemi.
Se lavoriamo insieme, con buon senso, possiamo cambiare questa regione». La circumlacuale diventa così un simbolo di rinascita sostenibile, di orgoglio territoriale, di capacità di fare rete. Per decenni il Liscione è stato percepito come un margine: un invaso utile, ma non vissuto. Con questo progetto torna al centro: porta d’accesso al turismo lento, corridoio ecologico, spazio culturale, infrastruttura di sicurezza, motore di sviluppo per le aree interne. La gara d’appalto partirà nei prossimi mesi. Poi i lavori. La circumlacuale non è più un’idea: è un futuro che prende forma. Guardialfiera e i comuni del lago non aspettano più che le scelte arrivino dall’alto. Le costruiscono. E questa volta, insieme.
Emanuele Bracone






















