LARINO. .A Larino il tempo delle attese è finito. L’associazione Larinella, custode e motore del Carnevale, riporta con forza al centro del dibattito cittadino un tema che da anni attende una decisione definitiva: la realizzazione dei capannoni destinati alla costruzione dei carri allegorici. Non un dettaglio tecnico, ma l’infrastruttura che determina la continuità, la qualità e la stessa sopravvivenza del Carnevale, oggi riconosciuto come uno dei principali eventi identitari del territorio.
Ogni anno i gruppi costruttori affrontano difficoltà logistiche sempre più pesanti per il ricovero dei carri, soprattutto in vista dell’edizione estiva. Una precarietà che scarica pressioni crescenti sui protagonisti della manifestazione e rende la gestione organizzativa fragile, complessa, esposta a rischi che non sono più sostenibili. Senza una risposta strutturale, la macchina del Carnevale rischia di incepparsi, compromettendo un patrimonio culturale che Larino non può permettersi di perdere.
Fin dal 2019, anno della prima convenzione con il Comune, l’associazione ha indicato con chiarezza la necessità di una “Casa del Carnevale”. Negli anni successivi, grazie al confronto con gli uffici comunali e all’impegno dell’amministrazione nel reperire risorse, si è arrivati alla progettazione e all’approvazione definitiva – nel febbraio 2023 – di un capannone polifunzionale pensato per un utilizzo condiviso tra Fiera d’Ottobre e Carnevale. Un progetto completo, finanziato, pronto per essere realizzato.
L’iter si è però fermato nella fase attuativa, dopo le osservazioni emerse in consiglio comunale sulle dimensioni dell’opera e sulla commistione funzionale delle attività. Nel 2024, il consiglio ha scelto di ripartire da zero, inserendo nella nuova programmazione triennale un investimento di circa 1,3 milioni di euro per un capannone diverso, su un altro lotto e con una nuova progettazione. Una scelta che, pur legittima, rischia di disperdere tempo, risorse e competenze già maturate.
Per questo l’associazione Larinella avanza una proposta chiara, pragmatica e immediatamente realizzabile:
- valorizzare il progetto già approvato, evitando di ricominciare da capo;
- concentrare gli investimenti sulla costruzione, senza acquistare nuovi terreni e senza esporsi ai rischi di vincoli archeologici, idrogeologici o paesaggistici;
- realizzare il capannone nell’area residuale del Polo Fieristico, con accessi dedicati da contrada Fonte Focolare, parcheggi e aree verdi di mitigazione, garantendo una netta separazione funzionale;
Oggi Larino ha davanti una decisione che pesa sul futuro della città. Una scelta che non riguarda solo un edificio, ma la capacità di investire sulla propria identità, sulla propria cultura, sulla propria economia. Una Casa del Carnevale significa dare stabilità ai costruttori, garantire continuità alla manifestazione, rafforzare l’attrattività turistica e costruire basi solide in vista del Carnevale 2027.
L’auspicio dell’associazione è che l’amministrazione comunale assuma una decisione tempestiva e condivisa, evitando ulteriori rinvii. Perché il Carnevale non è un evento: è un pezzo di Larino. E un patrimonio così non può restare senza casa.
EB


