TERMOLI. Fatti gravissimi, quelli che avvengono negli ambienti scolastici, su cui interviene il responsabile della comunicazione di Forza Italia Giovani Molise, Nicola Di Toro. «Di fronte a quanto avvenuto in una scuola a La Spezia, il sentimento dominante non può che essere lo sconcerto. Nel 2026 è semplicemente inaccettabile che un luogo nato per costruire futuro, conoscenza e relazioni diventi teatro di violenza. Per chi, come me, appartiene a una generazione che nella scuola ha costruito e continua a costruire una parte fondamentale del proprio percorso, questo colpisce ancora più a fondo.
La scuola dovrebbe essere, per sua natura, uno spazio di sicurezza, rispetto e dialogo. Vederla trasformarsi in un luogo di paura e sopraffazione rappresenta una frattura profonda nel patto educativo che unisce studenti, famiglie e società. Nulla può giustificare una simile crudeltà, tanto meno all’interno di un ambiente che dovrebbe accompagnare i giovani — noi giovani — nella crescita e nella scoperta di sé.
Quanto accaduto a La Spezia non può essere considerato un episodio isolato. È un monito che riguarda tutta l’Italia. Altri fatti gravi, avvenuti in tempi recenti in territori diversi, come in Molise, dove una violenta aggressione ha avuto origine dagli ambienti scolastici, dimostrano che si tratta di un disagio che attraversa il Paese e che parla direttamente alle nuove generazioni.
Questo scenario impone una riflessione profonda su come la scuola venga sostenuta e messa nelle condizioni di essere davvero un luogo di equilibrio e serenità. La sicurezza non è solo una questione di regole o di interventi emergenziali, ma il risultato di un lavoro quotidiano fatto di ascolto, prevenzione, presenza educativa e capacità di intercettare il disagio prima che diventi violenza.
Allo stesso tempo, è fondamentale ribadire che questa riflessione non sottrae nulla al ruolo centrale delle famiglie. L’educazione, il rispetto delle regole e la capacità di convivere pacificamente nascono prima di tutto nella vita quotidiana, nelle case, attraverso l’esempio e la cura delle relazioni. Le famiglie svolgono un compito insostituibile nella crescita dei figli e nella trasmissione dei valori fondamentali della convivenza civile.
Proprio per questo, scuola e famiglie non possono procedere su strade separate. Serve una responsabilità condivisa, una comunità educante capace di camminare insieme, ascoltando anche la voce dei giovani e riconoscendone fragilità e bisogni. Solo così sarà possibile restituire alla scuola ciò che deve essere per definizione: un luogo sereno, sicuro e aperto al futuro, dove nessuno — a partire dai ragazzi — dovrebbe mai sentirsi in pericolo».
EB
