CAMPOMARINO. La locandina vandalizzata non è solo un atto di inciviltà: è un gesto che colpisce al cuore il senso stesso dell’iniziativa. “L’equilibrio instabile – Lavoro e dignità”, promossa da Cum Panis a Campomarino, non è un evento qualsiasi, ma un presidio culturale e civile che dà voce a chi vive ai margini del mercato del lavoro.
Il manifesto, montato con cura su una bacheca contro il muro di pietra, rappresentava visivamente quel filo teso su cui camminano ogni giorno braccianti, precari, migranti, giovani sospesi tra sogni e sfruttamento.
La sua deturpazione è un segnale inquietante: qualcuno ha voluto strappare non solo un pezzo di carta, ma un frammento di dignità collettiva.
Eppure, proprio questo gesto rende ancora più urgente il messaggio dell’incontro al Palazzo Norante. L’arte di Gianni Colombo, la narrazione scenica di Lanese, Nobile e Occhionero, le testimonianze di Florinda Di Giacomo e Davide Di Rado, non sono decorazioni: sono strumenti di verità, di resistenza, di risveglio.
Campomarino diventa così non solo luogo simbolico, ma spazio di risposta: a chi tenta di zittire, si risponde con più voce; a chi strappa, si risponde ricucendo comunità. La povertà morale si combatte anche così: difendendo i segni visibili di una coscienza che non si lascia intimidire.
EB
