TERMOLI. Con la scomparsa della signora Maria Pia Scocca, vedova Iadanza, perdiamo un altro pezzo della storia di questa nostra amata città.
Maria Pia, insieme al marito Pio Iadanza – altra persona davvero emerita – era tra coloro che, arrivati anni fa dalla vicina zona del Beneventano, aprirono in città la ricevitoria del Banco Lotto, così come si chiamava in origine. In quel piccolo locale i termolesi cercavano la fortuna, ma soprattutto la speranza di “sbarcare il lunario”, affidandosi a numeri sognati e poi tradotti dalla famosa smorfia napoletana in ambata, ambo, terno, quaterna e, nel sogno più grande di tutti, la cinquina.
All’epoca l’estrazione del Lotto si faceva solo il sabato. E Pio e Maria Pia, dal lunedì fino alle ore 12.00 del sabato, compilavano a mano, con le loro penne Bic, migliaia di bollettini: numeri, sorti, combinazioni dettate dai giocatori termolesi.
Il loro banco non era solo una ricevitoria: era una fiera dei sogni, un luogo dove la speranza prendeva forma su piccoli fogli di carta. A volte quei sogni venivano premiati con vincite anche importanti, altre volte lasciavano solo l’amaro in bocca per “quel numero prima o dopo”. Ma, in fondo, era un rito settimanale a cui in tanti, qui come in tutta Italia, non rinunciavano mai.
Se in sogno ti appariva un parente, un amico, qualcuno che ti sussurrava dei numeri, appena sveglio correvi in via XX Settembre, da Pio e Maria Pia. Raccontavi il sogno, loro aprivano il libro della smorfia, ne cercavano il significato e ti suggerivano i numeri da giocare.
Ricordo ancora quei bollettini scritti di loro pugno: la calligrafia di Pio, pulita ed elegante, e quella altrettanto ordinata della signora Maria Pia. Piccole cose, ma che oggi sanno di un tempo che non tornerà più.
Poi, a un certo punto, piombò la tecnologia. Di colpo il Banco Lotto perse quel fascino primordiale: nacquero Lottomatica, il Lotto “intelligente”, il Superenalotto, i gratta e vinci, il 10 e Lotto, il gioco quasi tutti i giorni… e tante altre diavolerie.
Il buon Pio e la sua Maria Pia, dopo una vita passata a scrivere bollettini a mano, decisero di gettare la spugna. Passarono il testimone ai figli, Vincenzo e Francesca, che con mentalità più moderna sono riusciti a continuare la tradizione, senza mai tradire gli insegnamenti ricevuti dai genitori.
Oggi, con la triste notizia della scomparsa della signora Maria Pia, noi della vecchia generazione sentiamo di aver perso un altro pezzo della nostra storia, della nostra tradizione. Una tradizione semplice, forse, ma profondamente affascinante.
Signora Maria Pia, in questo suo viaggio verso una nuova vita, le auguriamo di portare con sé la serenità che ha avuto qui, accanto alla sua famiglia. E ora che ritroverà il suo amato Pio, ci piace immaginarvi di nuovo insieme, sereni, dietro quel bancone di legno, a cercare ogni sabato di realizzare i sogni di tanti termolesi dentro il vostro storico Banco Lotto.
Alla famiglia, a Vincenzo e Francesca, chi vi scrive personalmente e tutta la nostra redazione esprimono le più sentite condoglianze.
Michele Trombetta

