venerdì 6 Febbraio 2026
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Maltrattamenti in famiglia: arrestato un 50enne

CAMPOBASSO. Una relazione segnata da controllo, isolamento e violenza psicologica. Una separazione che non ha fermato l’escalation. Un bambino di 7 anni costretto a vivere in un clima di tensione continua. È il quadro che emerge dall’indagine della Procura della Repubblica di Campobasso, che ha portato all’arresto di un 50enne campobassano, pluripregiudicato, accusato di maltrattamenti in famiglia.
Nel pomeriggio del 28 gennaio, gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato l’uomo ed eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Campobasso. Una misura definita “necessaria e urgente” dagli inquirenti, alla luce del rischio concreto per l’ex compagna, una quarantenne residente nel capoluogo, e per il figlio minore.
Sette anni di relazione sotto controllo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la relazione sentimentale, durata dal 2017 al 2024, sarebbe stata caratterizzata da un controllo costante e soffocante: spostamenti limitati, visite ai genitori monitorate, persino le uscite per la spesa diventate motivo di sospetto. Una gelosia ossessiva che, secondo la Procura, si è trasformata in un vero e proprio sistema di isolamento.
La separazione non ferma la spirale
La fine del rapporto e un accordo bonario sull’affidamento del figlio non hanno placato i contrasti. Anzi, durante le festività natalizie appena trascorse, la situazione sarebbe precipitata: episodi ripetuti di violenza verbale hanno spinto la donna a denunciare.
Nonostante ciò, l’uomo avrebbe continuato con comportamenti aggressivi e persecutori, tanto da rendere necessari diversi interventi delle Volanti per contenere la sua condotta.
Il minore trattato come “proprietà”
Particolarmente allarmanti, secondo la Sezione Specializzata della Squadra Mobile, gli elementi relativi al figlio di 7 anni. L’indagato avrebbe considerato la donna e il bambino come “proprietà”, un atteggiamento che ha aggravato ulteriormente il quadro investigativo.
La Procura: “Codice Rosso, priorità assoluta”
La tempestività delle indagini ha permesso alla Procura di richiedere e ottenere la misura cautelare più severa. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e l’indagato potrà esercitare i diritti di difesa previsti dalla legge.
Il procuratore Nicola D’Angelo ribadisce che il contrasto ai reati riconducibili al Codice Rosso resta una priorità per l’ufficio giudiziario e per le forze dell’ordine del distretto, impegnate quotidianamente nel prevenire condotte persecutorie prima che degenerino in episodi ancora più gravi.

EB