venerdì 16 Gennaio 2026
Cerca

Settimana decisiva sulla vicenda Costantini, il legale Lorusso chiede il sequestro del telefonino di Andrea

TERMOLI. Mercoledì prossimo, 14 gennaio, alle 10, prenderanno il via le operazioni peritali disposte dal gip del Tribunale di Larino Marianna Meo, nell’ambito dell’incidente probatorio sulla morte di Andrea Costantini, il 38enne trovato senza vita il 15 settembre scorso nella cella frigorifera del supermercato Eurospin di via Corsica, a Termoli, dove lavorava. Il professor Cristian D’Ovidio, incaricato degli accertamenti, coordinerà una serie di esami decisivi per chiarire le cause del decesso: la salma verrà estratta dal cimitero di Penne, in contrada Rocca Finadamo, e trasferita al cimitero di Pescara Colli, dove saranno eseguiti autopsia, analisi tossicologiche e accertamenti sul Dna. Tutte le operazioni saranno videoregistrate dalla polizia giudiziaria, a tutela della piena trasparenza del procedimento.
La riapertura del fascicolo, ottenuta dopo la revoca della richiesta di archiviazione, nasce dalle istanze presentate dall’avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori di Costantini, che chiede alla procura di Larino di fare luce su una serie di elementi rimasti in ombra. Il primo riguarda i filmati delle telecamere di sorveglianza della residenza dell’uomo: secondo la difesa, quelle immagini sarebbero state rimosse, e resta da chiarire da chi e per quale motivo, considerato il loro potenziale valore investigativo.


Un secondo fronte riguarda il terreno acquistato da Costantini poche settimane prima della morte, un appezzamento di circa 7.000 metri quadrati tra Termoli e San Giacomo degli Schiavoni, ceduto per 15 mila euro dopo un annuncio pubblicato sui social. L’atto fu formalizzato a giugno 2025 davanti a un notaio della provincia di Chieti. Il venditore sostiene che il pagamento sia avvenuto tramite assegno postale; la compagna dell’uomo, Angela Leva, riferisce invece che la somma sarebbe stata versata in contanti. Una discrepanza che gli inquirenti intendono approfondire, anche alla luce delle tensioni che – secondo indiscrezioni – la compravendita avrebbe generato all’interno della coppia. L’avvocato Paola Cecchi, legale della donna, ha sempre negato l’esistenza di una crisi, parlando di semplici divergenze legate alla gestione del terreno.

Resta il fatto che, dopo l’acquisto, Costantini avrebbe tentato di rimettere in vendita il lotto chiedendo 20mila euro, mentre nei giorni successivi – come riferito dalla convivente – il suo comportamento sarebbe cambiato: prima sereno, poi improvvisamente silenzioso e preoccupato. Un dettaglio che, insieme alle altre incongruenze, alimenta il quadro di incertezze su cui ora la procura intende fare piena chiarezza.
Le perizie di mercoledì rappresentano dunque un passaggio cruciale: il primo tassello di una ricostruzione che dovrà stabilire non solo come sia morto Andrea Costantini, ma anche se attorno alla sua vita – e ai suoi ultimi movimenti – si muovessero dinamiche ancora tutte da decifrare.

EB