TERMOLI. Raccontare una città significa attraversare il tempo con lo sguardo interiore, oltrepassare la semplice lettura urbanistica dei luoghi e recuperare quel deposito emotivo che ciascuno porta con sé: le strade dell’infanzia, le piazze che hanno formato lo sguardo, il mutare lento e inesorabile del paesaggio urbano. È in questo viaggio tra memoria e presente che si colloca la nuova mostra di Michele De Filippo, capace di trasformare la città ideale in un territorio poetico, sospeso tra realtà e immaginazione.
Nelle sue opere, De Filippo costruisce scenografie urbane che non sono mai mere vedute, ma quinte architettoniche attraversate da oggetti del quotidiano: brocche, bicchieri, frutta, libri. Elementi semplici che, inseriti in un contesto reinventato, diventano simboli di un vissuto personale e collettivo. La città, così, si trasforma in un teatro dell’anima, dove la materia si apre alla metafora e il reale si lascia contaminare dal sogno.
Il suo linguaggio dialoga con grandi esperienze del Novecento: le città severe e disumanizzate di Mario Sironi, le atmosfere ferite e partecipate di Mario Mafai, la poesia del quotidiano di Filippo De Pisis, capace di accostare oggetti comuni all’infinito del mare. Questi riferimenti non sono citazioni, ma strumenti che De Filippo utilizza per costruire un proprio campo visivo, una dimensione metafisica in cui la prospettiva si destruttura e gli oggetti si dispongono secondo un ordine nuovo, sorprendente.
A rendere ancora più riconoscibile il suo stile è la luce: una luce mediterranea, calda e vibrante, che modella i volumi delle case e degli oggetti e richiama immediatamente l’atmosfera delle città marinare pugliesi. Una luminosità che non descrive soltanto, ma suggerisce, evoca, invita a entrare in un mondo sospeso.
Le opere di Michele De Filippo rivelano così la sua natura di artefice sognante, capace di creare immagini che superano la fisicità del reale e di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza sensoriale e immaginativa intensa. Una pittura che non si limita a rappresentare, ma che apre varchi, suscita domande, restituisce alla città la sua dimensione emotiva più profonda.
BIOGRAFIA
Michele De Filippo nasce a Mattinata (FG) nel 1957 e vive a Termoli, dove ha sede anche il suo studio in via dei Gerani 3. Laureato in Giurisprudenza, ha svolto funzioni dirigenziali nella Pubblica Amministrazione, affiancando sempre alla professione una costante attività artistica.
Autodidatta, dipinge da oltre quarant’anni. La sua ricerca parte dallo studio della luce degli Impressionisti e approda ai linguaggi polimaterici delle Avanguardie Storiche del Novecento. Predilige l’uso dell’acrilico, che gli consente di ottenere effetti di luminosità intensa e superfici vibranti. I suoi soggetti spaziano dai paesaggi naturali ai paesaggi urbani, sempre filtrati da una sensibilità personale che privilegia la dimensione evocativa.
Ha esposto in numerose città italiane: Parma, Macerata, Firenze, Foggia, Cuneo, Reggio Emilia, Modena, Termoli, Larino, Gissi, Fresagrandinaria, Palmoli, San Buono, Liscia, Scerni, Tavenna, Guglionesi, Pollutri, San Salvo.
Nel 1996 è stato invitato alla Prima Rassegna d’Arte Contemporanea di San Salvo.
La sua opera Donna con Cappello e Fiori è stata pubblicata sulla rivista d’arte Quadri e Sculture.
È membro dell’Associazione “Amici dell’Arte” di San Salvo.
Michele De Filippo: Città Sognanti
A cura di Nino Barone
Organizzazione: Nuova Officina Solare Arte Contemporanea
Luogo: Corso Nazionale 12, Termoli
Apertura: 17–30 gennaio 2026, tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00
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