CAMPOMARINO. La presentazione dei calendari 2026 conquista la comunità: un ponte tra storia locale e memoria internazionale.
Campomarino ha ritrovato, giovedì sera, la presentazione dei calendari 2026 firmati da Giuseppe Marini, arricchiti dall’inconfondibile tratto pittorico di Antonella Mattarocchia.
A fare gli onori di casa l’assessore alla Cultura, Rossella Panarese, e il vicesindaco Michele D’Egidio, che hanno sottolineato il valore culturale e civile del progetto: un lavoro che unisce arte, ricerca storica e memoria visiva, trasformando ogni mese del calendario in un frammento di identità condivisa. Le opere pittoriche di Mattarocchia e gli scatti di Marini, hanno ricordato gli amministratori, rappresentano un patrimonio che va oltre l’estetica, perché custodisce la narrazione di una comunità che non vuole smarrire le proprie radici.
Il percorso visivo, accompagnato da una sequenza di slide, ha guidato il pubblico attraverso un viaggio nei dodici mesi dell’anno, intrecciando le immagini contemporanee di Campomarino con i racconti degli aerei e degli aviatori della Seconda Guerra Mondiale che proprio qui, tra cielo e mare, hanno lasciato tracce indelebili. Un dialogo serrato tra passato e presente, tra memoria e paesaggio, che ha restituito alla città un pezzo della sua storia meno conosciuta ma profondamente identitaria.
L’evento ha assunto una dimensione internazionale grazie a un collegamento video che ha unito quattro continenti: Asia, Europa, Africa e Americhe. Storici statunitensi e discendenti dei piloti provenienti da Sudafrica, Grecia, Italia e Stati Uniti hanno partecipato per onorare la memoria dei loro aviatori e il legame con Campomarino, riconoscendo alla città un ruolo centrale nella ricostruzione di vicende umane e militari che attraversano oceani e generazioni. Un momento di forte intensità emotiva, che ha trasformato la sala consiliare in un crocevia globale di memoria e riconoscenza.
In chiusura, nonostante gli impegni istituzionali fuori sede, il sindaco e il presidente del Consiglio comunale hanno voluto far giungere il proprio saluto agli organizzatori, riconoscendo il valore di un’iniziativa che ogni anno rafforza il senso di appartenenza e proietta Campomarino in una rete internazionale di memoria storica.
Un’edizione, quella del 2026, che non si limita a celebrare un calendario, ma riafferma la capacità di una comunità di custodire la propria storia e di dialogare con il mondo.
EB





