CASACALENDA. Nelle aree interne del Molise il silenzio non è mai stato solo silenzio: è l’eco dei canti delle contadine, il ritmo del telaio, il colpo secco del martello degli artigiani, le voci dei dialetti che resistono nelle cucine ma non più nelle piazze. È un patrimonio fragile, sospeso tra l’ultima generazione che lo custodisce e una nuova generazione che rischia di non ereditarlo. Da questa frattura nasce una scommessa che unisce memoria e futuro: “Suoni del Molise – Sound Heritage Lab”, il progetto che Casacalenda ha candidato al bando nazionale ANCI dedicato allo scambio intergenerazionale e alla creazione di lavoro giovanile.
Il Comune, insieme a Larino e Civitacampomarano, ha scelto di affrontare due emergenze – lo spopolamento e la perdita del patrimonio immateriale – trasformandole in un’unica opportunità. L’idea è radicale nella sua semplicità: formare giovani under 35 nelle tecniche di documentazione etnografica, audio-video e gestione culturale, e farli lavorare fianco a fianco con gli over 65 del territorio, non come “testimoni del passato”, ma come co-autori di un archivio vivo. Un patto generazionale che restituisce dignità agli anziani e un futuro professionale ai ragazzi.
«Questo progetto è una possibilità concreta per restare» afferma la sindaca Sabrina Lallitto, «e allo stesso tempo un modo per riconoscere il valore della memoria dei nostri anziani. È un modello nuovo per affrontare insieme lo spopolamento e la perdita di identità».
Il cuore dell’iniziativa è la nascita del Museo del Suono, una piattaforma digitale e interattiva che raccoglierà registrazioni, interviste, canti, rumori dei mestieri scomparsi, racconti in dialetto: un archivio accessibile, dinamico, capace di trasformare la memoria sonora in un bene comune. Da questo patrimonio nasceranno itinerari di turismo esperienziale, guidati proprio dai giovani formati e dagli anziani-custodi, e prenderà vita “Echi del Molise”, un festival che porterà nei borghi una nuova scena culturale capace di intrecciare tradizione e contemporaneità.
Il progetto può contare su una rete di partner che radica l’iniziativa nel territorio e la proietta fuori regione: Università del Molise per la formazione, Fondazione Macte per la direzione artistica, Fondazione Molise Cultura, Molise Cinema, Agenzia Klaus per la produzione. A guidare l’operatività sarà la cooperativa giovanile Wayouth, incubatore della futura impresa culturale che nascerà dal progetto.
Ora si attende l’esito del bando Anci. Se finanziato, Casacalenda, Larino e Civitacampomarano potrebbero diventare un modello nazionale per le aree interne che cercano risposte nuove a problemi antichi: spopolamento, invecchiamento, perdita di identità. Qui, nel cuore del Molise, la memoria non è nostalgia: è materia prima per costruire lavoro, comunità e futuro.
EB

