giovedì 22 Gennaio 2026
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Gennaio è il mese dei canti: dopo la Pasquetta c’è l’attesa per Sant’Antonio e San Sebastiano

TERMOLI. Prepariamoci: gennaio, il primo mese dell’anno, ci porta canti e tradizioni importanti. Con la festa dell’Epifania, come dice il detto, “tutte le feste si porta via”. E così da oggi si torna alla normalità: riaprono le scuole, chi era in ferie torna al lavoro e così via.
C’è però da dire che il mese di gennaio porta con sé alcune antiche tradizioni che, dalle nostre parti, sono ancora sentite e celebrate: i cosiddetti canti religiosi agiografici. Come abbiamo già documentato ampiamente, il giorno della vigilia dell’Epifania, il 5 gennaio, nel tardo pomeriggio viene cantato per le strade di Termoli – ma non solo: anche in luoghi pubblici come supermercati e chiese – da gruppi numerosi di cantori, il canto della Pasquetta, che rievoca il viaggio dei Re Magi, guidati dalla Stella Cometa, per offrire i doni a Gesù Bambino. Da qui nascono rappresentazioni popolari di due tipologie: le profane e le sacre.
Le prime sono costituite da canti popolari eseguiti da gruppi che, la sera della vigilia, percorrono le vie del paese muniti di strumenti tradizionali (acciarino, tra’ trà, patapum, ‘strequelatore’, fisarmonica, chitarra e mandolino). Le seconde, invece, ricordano il viaggio dei Re Magi a Betlemme. A rappresentare i canti, anche questa volta, due gruppi: “’A Schaffétte” – Gruppo Folklorico Marinaro – e “Tradizioni Amiche”. I primi per le vie del centro, i secondi con inizio all’interno della Cattedrale e poi davanti ai presepi allestiti al Borgo.
Le prime cinque strofe del canto iniziano così:
“È domani la Pasquetta, cresce santa e benedetta,
la Pasquetta che vuol dire: i Re Magi all’apparire,
i Re Magi all’apparire.”
Passata la Pasquetta, o Epifania, prepariamoci ad altri due eventi similari. Il prossimo 16 gennaio, sempre nel tardo pomeriggio, vigilia della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, a Termoli come in gran parte della regione viene cantato “’U Sant’Antunie”:
“Io dall’Egitto vengo per bussare alle vostre porte,
di qualcuno ci conforta, date a noi la carità.”
La figura del santo, padre del monachesimo, è accesa dall’amore per Cristo: egli fece dono ai poveri di ogni suo avere, superando con la forza dell’animo la debolezza del corpo.
Il 19 gennaio, vigilia di San Sebastiano Martire, altri gruppi girano per le strade e nei luoghi caratteristici della città e, di solito, vanno a cantare anche presso la struttura per anziani Opera Serena, per portare un po’ di serenità e di ricordi ai nostri ospiti. Di solito vi si recava il gruppo “’A Sartagne”.
Queste le prime strofe del canto:
“Buona sera nobile gente, statevi tutti allegramente,
per la festa di domani ricorre Santo Sebastiano.
Sebastiano, un giovanotto, per la fede lui è morto
e ad una quercia l’hanno legato e cinque frecce gli hanno tirato.
A li 20 di gennaio ricorre Santo Sebastiano
e lo faremo col sole e la luna, protettore della puntura.”
Queste tradizioni, per fortuna, a Termoli e in altri paesi molisani ancora resistono: guai a disperderle. Sono, insieme ad altre, colonne portanti della nostra identità. La cosa bella è che, quando si svolgono, tanta è la gente che segue. E oggi, grazie alle dirette sui social, anche i termolesi nostalgici che vivono in altre città italiane o all’estero possono rivederle: la nostalgia e la commozione di chi vorrebbe essere presente sono sempre palpabili. Ma, nonostante tutto, riusciamo comunque a farle vivere anche a loro, in diretta.
Allora prepariamoci: il 16 e il 19 gennaio sono alle porte.

Michele Trombetta