COLLETORTO. Grande attesa per la “Notte dei fuochi” in onore di Sant’Antonio Abate
Sabato 17 gennaio il borgo si infiamma tra canti, musica e balli tradizionali. Torna l’appuntamento più atteso dell’anno, un evento che celebra le tradizioni locali con falò distribuiti nei punti più caratteristici del paese. Otto i grandi falò dalla forma conica, collocati negli spiazzi più antichi dell’abitato.
L’accensione partirà da “U foche da Reggine”, ai piedi della torre angioina, in onore di Giovanna d’Angiò, a cura del gruppo storico. Un’esperienza particolarmente significativa, poiché quest’anno ricorrono i 700 anni dalla nascita della regina. La benedizione dei fuochi sarà impartita dal parroco, don Luigi Mastrodomenico, per poi proseguire verso la parte alta dell’abitato, in un percorso esperienziale che lascia il segno.
Ai piedi della torre sarà possibile degustare “u pane cotte che cime de rape”. A poca distanza seguirà “U foche du Palazze”, dedicato alla storia del Marchese Rota, che nel Settecento inaugurò uno sviluppo architettonico e urbano di grande rilievo.
Lungo il corso del paese si incontreranno “U foche di pecceninne”, “U foche degli Abati” e “U foche du zampille”, a cura dei Cavalieri Angioini Roberto de Firmitate. Qui sarà possibile assaporare le pietanze della tradizione: ferratelle, cotiche, cicoli e patate. Le tradizionali “scarpelle” saranno offerte dal “Fuoco ’ncoppa fendane”, accompagnate da musica, balli e canti della pizzica colletortese. A animare la serata sarà il gruppo folk “I dove vanne ne venne”.
A seguire, “U foche sotte u cambe sportive” e “U foche de case popolare”, tantissimi fuochi per celebrare lo spirito di una tradizione rurale millenaria. Un appuntamento da non perdere per scoprire la vivacità di questo entroterra molisano.
Alla vigilia della festa, venerdì 16 gennaio, si terrà una tavola rotonda nella chiesa di San Giovanni Battista, con intermezzo musicale in onore del Santo a cura del Gruppo Fisarmonicisti di Colletorto. Il tema di quest’anno sarà: “La figura del Santo e la tradizione del maialino”. A seguire, la benedizione degli animali nel largo più antico, tra la torre e il campanile.
Una festa che rilancia il valore del sacro, della comunità e del patrimonio artistico del borgo. A Colletorto, i fuochi sono una scintilla d’amore per Sant’Antonio e per il territorio: una fiamma da tenere accesa per il bene del paese.
Luigi Pizzuto


