TERMOLI. I ragazzo dell’istituto Bernacchia-Schweitzer nei cantieri del Carnevale Storico Larinese: le classi 1^F e 1^D dentro il cuore creativo della 51ª edizione.
Una mattinata vibrante, concreta, immersiva. Gli alunni delle classi 1^F e 1^D della scuola secondaria di Primo Grado dell’IC Bernacchia/Schweitzer hanno vissuto oggi un’esperienza che va oltre la semplice visita didattica: un ingresso diretto nel laboratorio identitario del Carnevale Storico Larinese, dentro i capannoni del Polo Fieristico dove stanno crescendo – ferro dopo ferro, strato dopo strato – i carri allegorici della 51ª edizione.
A guidare la comitiva, le professoresse Carla Di Pardo (Arte) e Maria Britannico (Italiano), che hanno trasformato la visita in un percorso di lettura del territorio attraverso le sue forme espressive: artigianato, satira, manualità, progettazione. Gli studenti, entusiasti e coinvolti, hanno osservato da vicino il lavoro dei carristi, entrando in contatto con un sapere che si tramanda e si rinnova.
Ad accoglierli, il presidente dell’associazione Larinella, Danilo Marchitto, insieme ai giovani volontari delle diverse scuole di lavorazione. Tra strutture metalliche in fase di assemblaggio, modellazioni in argilla, meccanismi in movimento e montagne di cartapesta, i ragazzi hanno scoperto la complessità che si nasconde dietro ogni carro: mesi di progettazione, turni di lavoro serrati, creatività collettiva e una passione che unisce generazioni.
Il Carnevale larinese, nato negli anni Settanta e oggi riconosciuto come uno degli appuntamenti più rappresentativi del Molise, conferma anche per il 2026 la sua vocazione: allegorie di grande impatto visivo, temi di attualità, satira sociale e un coinvolgimento comunitario che resta la sua forza più autentica. Le sfilate del 14, 15, 21 e 22 febbraio 2026 si preannunciano come un nuovo capitolo di questa tradizione in continua evoluzione.
La mattinata si è conclusa con un laboratorio pratico dedicato alla modellazione delle maschere: prima l’argilla, poi la cartapesta. Un esercizio che ha permesso agli studenti di sperimentare tecniche antiche e di comprendere il valore culturale e artigianale che sostiene il Carnevale larinese, ben oltre lo spettacolo finale.
A rendere l’esperienza ancora più autentica, la merenda offerta dai carristi: pane e marmellate locali, un gesto semplice ma profondamente legato alla convivialità e alla generosità che caratterizzano il volontariato larinese.
Un’iniziativa che unisce scuola e territorio, avvicinando i più giovani a un patrimonio identitario che continua a vivere proprio grazie al loro entusiasmo, alla loro curiosità e alla capacità del Carnevale di parlare ogni anno un linguaggio nuovo senza perdere le sue radici.
EB















