TERMOLI. Identità termolesi in un libro di circa 350 pagine, scritto e impaginato a quattro mani dal comandante capo del Corpo dei Vigili Urbani di Termoli, Manfredo Di Giulio, che ricoprì quel ruolo dall’immediato dopoguerra fino al 1972: un personaggio davvero positivo, sempre elegantissimo sia in divisa che in abiti civili. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non potrà non ricordare il suo amore per il bene civico, la sua fedeltà alle Istituzioni e la sua lealtà incondizionata nel servire, indipendentemente dalle connotazioni politiche delle numerose amministrazioni che si sono succedute nell’arco del suo lunghissimo servizio, più volte premiato con importanti riconoscimenti pubblici.
L’altra autrice di questo libro è la scenografa termolese Anna Antenucci. Dopo la maturità artistica ha conseguito il diploma universitario presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia. L’incontro con Manfredo Di Giulio, vecchio amico di famiglia, le ha dato modo di sperimentare presto le sue doti professionali, cimentandosi nel non semplice lavoro di selezionare e catalogare il numeroso materiale fotografico accumulato in tanti anni dal comandante. Il suo lavoro è riuscito alla perfezione, accorpando i ricordi in capitoli e allegando delle stringate didascalie che sembrano emanare la freschezza dei suoi anni e della sua promettente professionalità.
Le immagini presenti nel libro vanno dal 1920 al 1997. Il titolo è: “Termoli: Ieri e Oggi (1920–1997), immagini e momenti”. I capitoli del libro sono undici e raccontano momenti di vita civile e militare, fede e cristianità, passando per colore e folklore, con omaggi alla città e ai corpi delle varie Armi. Un capitolo è dedicato ai poeti dialettali termolesi, alle professioni come i farmacisti, alle calamità naturali, alle principali linee di collegamento tra Termoli e il resto d’Italia. Si parla anche degli onori verso i monumenti cittadini, delle associazioni e di un capitolo dedicato all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
In questo numero vogliamo ricordare l’associazionismo, che a Termoli è sempre stato in prima fila e lo è ancor di più oggi. Quando fu pubblicato il libro, erano già radicate associazioni come la Confraternita della Misericordia, l’Avis, l’Anmi e l’Ultravolo. Solo per citarne alcune.
La Misericordia è un’associazione di laici che, spinti dall’amore e dallo spirito cristiano, aiutano chi soffre e chi ha bisogno. Le confraternite in quegli anni in Italia erano quasi 600, oggi sono molte di più. A Termoli l’attività prese il via il 26 giugno 1992, con sede operativa in via Volturno, nel quartiere della parrocchia San Pietro e Paolo, in locali donati dalla diocesi, dall’allora sindaco prof. Remo Di Giandomenico e dal parroco padre Enzo Ronzitti.
Figura fondamentale fin dal primo giorno della Misericordia è Romeo Faletra, uno dei padri fondatori, che per 34 anni guida l’associazione. Con Romeo che ha creduto fermamente nel progetto e ha lavorato con entusiasmo instancabile, trasformando una convinzione in realtà.
Oggi a Termoli, assieme alla Misericordia, operano altre associazioni come la SAE 112, e il paese continua a distinguersi per la sua vitalità associativa. Già dai primi anni Novanta, Termoli era in prima fila, come raccontano le parole e le immagini del libro ideato e pubblicato grazie al contributo di Manfredo Di Giulio e Anna Antenucci, due forti identità termolesi.
Michele Trombetta








